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  1. AVISU (Arianet VISUalizer) - Manuale utente Versione 1.8
  2. Convenzioni
  3. 1. Introduzione
    1. 1.1 Installazione
  4. 2. Per iniziare
    1. 2.1 Avvio dell’applicazione
    2. 2.2 Termine dell’applicazione
    3. 2.3 Finestra dei messaggi
    4. 2.4 Interfaccia grafica
      1. 2.4.1 Menù principale
      2. 2.4.2 Menù contestuale
  5. 3. Lavorare con AVISU
    1. 3.1 Progetto e file di configurazioni
    2. 3.2 Importazione dei dati
      1. 3.2.1 Importazione del file GRID
      2. 3.2.2 Importazione del file PARTIC
      3. 3.2.3 Importazione del file CARTOG
      4. 3.2.4 Importazione di un file BITMAP
    3. 3.3 Selezione della variabile
    4. 3.4 Selezione della scadenza temporale
      1. 3.4.1 Lista Grid Time Sequences
      2. 3.4.2 Lista Particle Time Sequences
    5. 3.5 Sezioni
      1. 3.5.1 Selezione della sezione
      2. 3.5.2 Selezione della coordinata di estrazione
    6. 3.6 Modifiche delle impostazioni grafiche
      1. 3.6.1 Sezione Arrow meter m/s
      2. 3.6.2 Sezione Arrow factors
      3. 3.6.3 Sezione Vertical levels
      4. 3.6.4 Sezione 2D representation
    7. 3.7 Esplorazione del grafico
      1. 3.7.1 Interrogazione con il mouse
        1. 3.7.1.1 Valore singolo
        2. 3.7.1.2 Tabella di profilo verticale
        3. 3.7.1.3 Grafico di profilo verticale
        4. 3.7.1.4 Valore nei vertici della maglia
      2. 3.7.2 Dati statistici associati al grafico
      3. 3.7.3 Zoom della finestra grafica principale
      4. 3.7.4 Sezione diagonale verticale
  6. 4. Comandi del menù principale
    1. 4.1 File
      1. 4.1.1 Open Grid File…
      2. 4.1.2 Open Partic File…
      3. 4.1.3 Open Cartog File…
      4. 4.1.4 Open Bitmap File…
      5. 4.1.5 View Grid Log File
      6. 4.1.6 View Particle Log File
      7. 4.1.7 Project …
      8. 4.1.8 Start action …
      9. 4.1.9 Load Config …
      10. 4.1.10 Save Config
      11. 4.1.11 Save Config as …
      12. 4.1.12 Resetm
      13. 4.1.13 Exit
    2. 4.2 Options
      1. 4.2.1 Modify Grid Colors
      2. 4.2.2 Modify Particle Colors
      3. 4.2.3 Modify Particle Parameters
      4. 4.2.4 Modify Cartography
      5. 4.2.5 Preferences
      6. 4.2.6 Debug Messages
      7. 4.2.7 Message level
      8. 4.2.8 Journal File
      9. 4.2.9 Display Information
      10. 4.2.10 Pointer Motion
      11. 4.2.11 LITTLE Endian
      12. 4.2.12 Change font
    3. 4.3 Display
      1. 4.3.1 Instruments
      2. 4.3.2 Animation tool
      3. 4.3.3 Orography
      4. 4.3.4 Cartography
      5. 4.3.5 Particle
      6. 4.3.6 Grid
      7. 4.3.7 Data Interpolation
      8. 4.3.8 Orography and wind
      9. 4.3.9 Cartography below
      10. 4.3.10 Wind and scalar
      11. 4.3.11 Bitmap background
    4. 4.4 Redraw
    5. 4.5 Zoom
    6. 4.6 Maximize
    7. 4.7 Print
    8. 4.8 Export
    9. 4.9 Animate
    10. 4.10 Diagonal
  7. 5. Utilizzo di AVISU in modalità batch
    1. 5.1 Preparazione del progetto
    2. 5.2 Lancio della procedura AVISUB
  8. 6. Descrizione dei file
    1. 6.1 File Dati
      1. 6.1.1 File GRID
      2. 6.1.2 File PARTIC
      3. 6.1.3 File CARTOG
    2. 6.2 File di impostazioni
      1. 6.2.1 File avisu.ad
      2. 6.2.2 File stampanti.dat
      3. 6.2.3 File di configurazione principale <project>.ini
    3. 6.3 File di lavoro
      1. 6.3.1 File color_ranges.dat
      2. 6.3.2 File color_partic.dat
      3. 6.3.3 File color_cartog.dat
        1. 1.1 File di log
      4. 6.3.4 File grid.log
      5. 6.3.5 File partic.log
    4. 6.4 File di statistiche
      1. 6.4.1 File di tipo statistic_NN.LOG
      2. 6.4.2 File di tipo particle_NN.LOG
      3. 6.4.3 statistic_DIAGONAL.log
  9. Appendice A - PV-WAVE Foundation
    1. A.1 Installazione
    2. A.2 Test di PV-WAVE con licenza temporanea
    3. A.3 Come ottenere la licenza definitiva

AVISU (Arianet VISUalizer) - Manuale utente Versione 1.8

Convenzioni

<AVISU_DIR> la directory di installazione del package AVISU. Valore di default C:\ADSOPC\AVISU

<VNI> è la directory di installazione di PV-WAVE. Valore di default C:\VNI

<project> sub-directory di <AVISU_DIR>, dedicata ai files relativi al progetto con nome “project”

<project>.ini file di configurazione principale della directory <project>

<config> file di configurazione salvato in una directory di progetto; simbologia usata per indicare genericamente sia il file di configurazione principale che secondari

File nome di un comando di menù oppure nome di un campo dell’interfaccia utente

File => Save Config nome di un comando di sotto-menù dell’interfaccia utente

1. Introduzione

AVISU (Arianet VISUalizer), è un software sviluppato e commercializzato da ARIANET S.r.l. per la visualizzazione dei campi prodotti da modelli meteorologici e di dispersione di inquinanti aeriformi in atmosfera.

Realizzato mediante l’ambiente di programmazione PV-WAVE della Visual Numerics (PVWave 9.01), AVISU nasce dall’esigenza di rappresentare graficamente i campi bi- e tridimensionali, utilizzati e prodotti dai modelli, mediante mappe bidimensionali contenenti le cosiddette curve di isovalore (per campi scalari) o vettori vento (per campi vettoriali). Il prodotto consente inoltre di sovrapporre ai campi di cui sopra, i risultati ottenuti dalla applicazione del modello a particelle SPRAY sotto forma di punti distribuiti nello spazio tridimensionale. Nel caso in cui vengano considerati campi tridimensionali il codice consente inoltre di visualizzare per il generico punto (x0, y0) il profilo verticale della variabile di interesse sia sotto forma di grafico che di tabella.

La rappresentazione grafica, scelta interattivamente mediante l’interfaccia utente, permette di visualizzare le sezioni:

  • orizzontale (x, y) per i diversi livelli verticali z;
  • verticali: (y, z) lungo la direzione x e (x, z) lungo la direzione y.

I campi visualizzati possono essere prodotti, oltre che su video, anche su carta e su file bitmap.

Tali funzionalità consentono di meglio interpretare i risultati derivanti dalla applicazione dei modelli di calcolo utilizzati, di verificare la correttezza dei dati di ingresso e dei risultati prodotti e di fornire mappe di elevata qualità grafica da utilizzare all’interno di documenti tecnici e di presentazioni.

Per avere una visione globale dell’andamento temporale della simulazione modellistica effettuata, è possibile utilizzare la funzione di animazione.

Allo scopo di migliorare la comprensione delle mappe prodotte è possibile includere nella visualizzazione elementi cartografici, cambiare interattivamente le scale di colori ed effettuare zoom delle aree di interesse.

Dalla versione 1.2 è stata introdotta la possibilità di produrre mappe in modalità batch.

Con la versione 1.3 sono state introdotte la sezione diagonale e la possibilità di importare file GRID in formato NetCDF, convenzione COARDS.

Le principali modifiche della versione 1.4 riguardano l’introduzione della possibilità di

modificare le caratteristiche cartografiche e il plottaggio delle particelle.


¹Per la documentazione consultare il link http://www.vni.com/.

Nella versione 1.5 è stata introdotta la possibilità di cambiare nome e unità di misura della variabile del grafico, è stata migliorata la gestione della modifica colori nelle griglie (Modify Grid Colors) con una nuova funzione per la scalatura dei livelli e la revisione della funzione di ripristino. E’ stata implementata la lettura dei file NetCDF, convenzione CF ed è stata ampliata la possibilità di lettura e plottaggio per file di variabili 2D in cui le componente X o Y hanno dimensione unitaria.

Nella versione 1.6 è stato introdotto il plottaggio dello sfondo da file bitmap in alternativa o aggiunta ai tematismi cartografia e orografia. E’ stata introdotta inoltre la possibilità di aggiungere un titolo con valori statistici calcolati dalla matrice dei dati estratti per la grafica ed stata migliorata la gestione dei messaggi di debug. Per quanto riguarda il campo di vento è stata aggiunta una opzione che permette di plottare come sfondo del campo la variabile scalare 3D selezionata in precedenza.

Con la versione 1.7, è stata aggiunta la possibilità di esportare la matrice dei dati con cui è stato effettuato il grafico in formato GRD, in modo da permetterne l’importazione in SURFER. Nelle finestre di ZOOM e DIAGONAL è stato inserito un pulsante per effettuare l’animazione delle sezioni in queste rappresentate. Inoltre è stata data la possibilità di escludere dal plottaggio una o più classi assegnate alla Colorbar di Modify Grid Colors. E’ stata modificata anche la procedura per il lancio di AVISU in modalità batch (avisub.bat) in modo da permettere la selezione della variabile da graficare.

Nella versione 1.8 è stato introdotta la possibilità di esportare le immagini delle sezioni orizzontali in formato KML per la isualizzazione con Google Earth: la funzione può essere utilizzata direttamente anche in animazione. Sono stati introdotti i formati di scrittura F e G per i valori del titolo impostabili dall’utente. Da questa versione è stato aggiunto inoltre il controllo di licenza.

1.1 Installazione

Prerequisito per l’installazione del package AVISU è la precedente installazione del software PV-WAVE (Appendice A). Quando viene installato per la prima volta, tale software viene fornito con licenza temporanea di tipo FLOATING, con scadenza a tempo, che rende completamente operativo AVISU.

Attenzione: è consigliabile installare PV-WAVE nella directory di default C:\VNI. Se così non fosse consultare l’Appendice A.

Dopo aver verificato che PV-WAVE funzioni correttamente, è quindi possibile procedere con l’installazione di AVISU.

La directory di installazione proposta è C:\ADSOPC\AVISU, default di Aria Regional TM e Aria Industry TM: se in precedenza è stato installato uno di questi due package, per consentire il lancio di AVISU anche dalla relativa interfaccia grafica, occorre installare AVISU nella preesistente directory; in caso contrario l’utente può scegliere un’altra destinazione.

Nel seguito viene chiamata <AVISU_DIR> la directory di installazione scelta.

Allo scadere della licenza temporanea di PV-WAVE, anche AVISU terminerà di funzionare. Per questo motivo occorre dotarsi per tempo della licenza definitiva, seguendo le istruzioni riportate in A.3.

2. Per iniziare

AVISU è un package grafico che richiede una risoluzione video di almeno 1024x768 pixel. L’interfaccia utente è costituita da due finestre aperte in sequenza nel momento del lancio dell’applicazione:

  • finestra dei messaggi
  • interfaccia grafica

Chiudendo una di queste due finestre si chiude l’intera applicazione.

2.1 Avvio dell’applicazione

E’ possibile lanciare AVISU in uno dei modi seguenti:

  • dall'icona del desktop, cliccando A_Avisu.jpg sull’icona
  • dalla Barra dei Programmi selezionare la cartella ARIANET=>Avisu
  • direttamente dalla cartella di installazione di AVISU. Aprire una finestra DOS con

Barra dei Programmi => Accessori => Prompt dei comandi

e dare i seguenti comandi:

cd \ADSOPC\AVISU

avisu1.bat

Al lancio di AVISU, segue la creazione di due finestre: la prima ad essere aperta è la consolle PV-WAVE in cui vengono riportati i messaggi di informazione dell’applicazione (Par. 2.3), la seconda è l’interfaccia grafica principale (Par. 2.4).

2.2 Termine dell’applicazione

Per terminare l’applicativo si può utilizzare l’uscita normale, costituita dalla funzione di menù File=> Exit. Per i particolari relativi, si rimanda al par. 4.1.13.

In alternativa, per l’uscita da AVISU, è possibile utilizzare l’uscita standard del Window Manager da una delle due finestre aperte, cliccando cioè su A_X.jpg

Questa modalità può essere utilizzata qualora non interessi mantenere le impostazioni della sessione che si sta per chiudere. In tal caso, se la richiesta proviene dall’Interfaccia grafica (Par. 2.4), prima di chiudere l’applicazione, compare un messaggio che ne chiede la conferma:

A_figura1.jpg

Figura 1 - Uscita dall'applicazione

2.3 Finestra dei messaggi

La prima finestra che si apre all’avvio dell’applicazione, mostra la partenza di PV-WAVE e successivamente del package AVISU. Questa finestra viene aggiornata con i messaggi di log dell’applicazione ed è usata solo per consultazione.

Poiché la scrittura dei messaggi in alcuni casi potrebbe rallentare la produzione dei grafici, è stata introdotta la possibilità di disattivarne l’invio (menù di Options, de-selezionare Debug messages).

In alternativa alla disattivazione, è possibile altresì scegliere un diverso livello di debugging, tramite l’opzione Message level (par 4.2.6).

A_figura 2.jpg

Figura 2 - Finestra dei messaggi

Durante la sessione di lavoro, i messaggi descrivono via-via file letti o generati, routine eseguite e stato delle variabili interne.

In caso di errori non intercettati da AVISU, in questa finestra sono riportati i messaggi diagnostici di PV-WAVE: quando ciò accade, AVISU non si arresta, ma, se l’errore è fatale, l’interfaccia grafica potrebbe risultare bloccata. In tal caso è necessario uscire e far ripartire l’applicazione.

2.4 Interfaccia grafica

Il GUI (Graphical User Interface) di AVISU è una finestra per mezzo della quale l’utente crea i propri grafici ed analizza interattivamente il contenuto di file binari contenenti matrici bi- e tridimensionali. I grafici prodotti sullo schermo sono bi-dimensionali e vengono creati dopo avere effettuato una selezione interattiva dei dati in base a:

  • tipo di sezione, a scelta fra XY, XZ o YZ
  • coordinata di selezione

Attraverso il GUI è possibile scegliere fra diversi tipi di visualizzazione ed interagire con il grafico prodotto per esplorare in modo grafico e testuale aree particolari.

La Figura 3 mostra lo stato dell’interfaccia grafica quando l’applicazione viene lanciata la prima volta.

Il titolo della finestra riporta il nome del package e il numero della versione nella parte sinistra, mentre al centro è riportato il nome di progetto e del relativo file di configurazione aperti (Par. 3.1) .

Gli elementi comuni a tutte le finestre del GUI:

  • le etichette di pulsanti e comandi sono scritti in lingua inglese
  • i campi di colore bianco rappresentano dati modificabili dall’utente
  • i campi di colore azzurro sono informativi, non modificabili

A_figura3.jpg Figura 3 - Interfaccia grafica di AVISU

Nella finestra si distinguono i seguenti elementi:

  • una barra dei menù
  • un’area grafica principale quadrata e centrale dedicata alle rappresentazioni grafiche del campo selezionato
  • due aree di controllo composte da pulsanti di diversa forma e funzionalità nella parte sovrastante e a sinistra dell’area grafica per la modifica della rappresentazione grafica del campo selezionato
  • nella parte inferiore dell’area grafica si distingue una barra di selezione da utilizzare per cambiare la sezione di visualizzazione
  • a destra dell’area grafica, sono visibili tre riquadri-pulsanti dedicati alla selezione del tipo di sezione a scelta fra XY, XZ e YZ
  • nell’angolo inferiore destro due campi testo per l’interrogazione interattiva dei grafici visualizzati
  • nella parte inferiore l’area messaggi, dedicata alle segnalazioni (messaggi di esecuzione terminata o segnalazioni di errore).

2.4.1 Menù principale

Il menù principale dell’applicazione è accessibile dalla barra dei menù e consiste dei comandi seguenti:

File

A_figura4.jpg

Contiene le funzioni che consentono di aprire i file di input e visualizzare i log file relativi, selezionare progetti e file di configurazione, uscire dall’applicazione.

Options

A_figura5.jpg

Permette di modificare le palette dei colori e le impostazioni generali del package. Queste ultime informazioni sono riportate nel file di configurazione.

Display

A_figura6.jpg

Crea la barra degli strumenti corrispondente al menù contestuale (Par. 2.4.2), apre il tool di animazione e attiva/disattiva le impostazioni grafiche di default. Queste ultime sono riportate anche nell’area di controllo superiore (Figura 3) sotto forma di checkbox per un accesso più immediato.

Redraw

Rinfresca il grafico dell’area grafica principale.

Zoom

Attiva lo strumento Zoom e apre una nuova finestra dedicata a questa funzione (Par 3.7.3).

Maximize

Apre una nuova finestra di dimensione massimizzata contenente solo il grafico dell’area grafica principale (Par. 4.6).

Print

Viene aperta una nuova finestra che permette di selezionare il dispositivo di stampa a cui verrà inviato il grafico contenuto nell’area grafica principale (Par. 4.7).

Export

Viene aperta una nuova finestra per l’esportazione sotto forma di bitmap del grafico contenuto nell’area grafica principale (Par. 4.8).

Animate

Viene aperta una nuova finestra per generare l’animazione del grafico contenuto nell’area grafica principale.

Diagonal

Apre una nuova finestra dedicata alla funzione Diagonal con cui è possibile l’estrazione e visualizzazione di una sezione verticale con asse di estrazione orizzontale libero.

Help

Mostra la versione del package e il manuale online.

A_figura 7.jpg

2.4.2 Menù contestuale

Questo è il menù che viene attivato dalla pressione del tasto destro del mouse nell’area grafica principale quando in questa è presente un grafico.

A_figura 8.jpg

Contiene le azioni che possono essere eseguite sul grafico attuale: i comandi Redraw, Zoom, Maximize, Print, Export, Animate e Diagonal sono gli stessi del menù principale; Image Info consente di visualizzare la statistica dei dati utilizzati per il grafico e memorizzata nel progetto come file di statistiche (Par. 6.4, pag. 121); Modify Grid Colors corrisponde alla stessa funzione del sottomenù di Options (Par. 4.2.1, pag. 60).

Il menù contestuale viene disabilitato quando viene attivata la funzione di ZOOM e riattivato alla sua chiusura.

I comandi sono gli stessi del menù della finestra che viene attivata con Display => Instruments (Par. 4.3.1, pag. 79).

3. Lavorare con AVISU

Dopo l’avvio del package le operazioni da compiere per arrivare alla realizzazione di un grafico sono essenzialmente tre:

  • selezione di un progetto
  • importazione dei dati
  • selezione di variabile / scadenza temporale / tipo sezione

Il primo degli step sopra elencati non è sempre necessario, specialmente se l’uso di AVISU è estemporaneo. Infatti, la prima volta che si esegue AVISU, viene creato un progetto di default, chiamato WORK, con il quale è possibile lavorare completamente e, ad ogni successiva esecuzione, AVISU ripartirà utilizzando WORK come progetto di lavoro.

Utilizzare progetti diversi da quello di default, pur se scelta consigliata, è decisione lasciata all’utente.

Per realizzare il primo grafico è invece necessario prima di tutto caricare un file di tipo GRID, dopodiché è sufficiente selezionare una variabile oppure una scadenza temporale o un tipo di sezione.

La selezione del tipo di sezione è dovuta al fatto che i contenuti del file GRID, consistono soprattutto in matrici tridimensionali, con dimensione le tre componenti spaziali X, Y e Z che variano nelle direzioni Ovest-Est, Sud-Nord e Suolo-Quota (Figura 4).

A_figura9.jpg

Figura 4 - Schema del sistema di riferimento geografico associato ai file GRID

Ogni dato corrisponde ad una precisa posizione dello spazio tridimensionale per cui, per analizzare graficamente tutti i dati, è più agevole passare ad una rappresentazione semplificata bidimensionale: i grafici, prodotti nell’area grafica principale, corrispondono ad una selezione 2D dei dati matriciali contenuti nel file GRID.

L’utente deve scegliere il tipo di sezione di visualizzazione fra le tre possibili XY, XZ e YZ, dopodiché fornisce la coordinata di estrazione. Una volta note le coordinate di localizzazione spaziale, con la richiesta interattiva di una particolare variabile o scadenza temporale, il package effettua l’estrazione della matrice bidimensionale corrispondente ed effettua il grafico a partire da questa.

Riassumendo, la selezione 2D e quindi il grafico risultano identificati da:

► tipo di sezione e coordinata di estrazione

► variabile

► scadenza temporale

Inizialmente, il package usa come valori di default:

► tipo di sezione = ORIZZONTALE (vista dall’alto, XY), coordinata di estrazione = secondo livello verticale dei dati

► variabile = prima variabile scalare 3D (o 2D se le variabili 3D sono assenti nel file)

► scadenza temporale = prima scadenza del file

In questo modo, subito dopo aver caricato il file GRID, è possibile realizzare il primo grafico direttamente con la selezione di una qualsiasi variabile, scadenza temporale o tipo sezione.

La creazione di un grafico nell’area grafica principale, è seguito dall’aggiornamento dei riquadri-pulsanti posti a destra del GUI: assieme al grafico vengono salvati variabile e coordinata di estrazione, per cui, quando l’utente cambia tipo di sezione, queste informazioni verranno ripristinate e verrà eseguito un nuovo grafico con scadenza temporale però pari a quella attualmente selezionata. Contemporaneamente alla produzione del grafico, vengono calcolati i parametri statistici relativi alla matrice bidimensionale ad esso corrispondente. Tali parametri vengono scritti in un file (Par. 6.4) nella directory di progetto e sono visualizzabili direttamente mediante la GUI.

Al grafico effettuato utilizzando i dati del file GRID, possono venire sovrapposti i tematismi di sfondo letto da file BITMAP e gli elementi cartografici letti da un file CARTOG, se è di tipo XY, e la traccia delle particelle lette da un file PARTIC.

Una volta eseguito, il grafico prodotto può essere personalizzato modificando le impostazioni grafiche messe a disposizione dalla GUI, può essere stampato o esportato sotto forma di bitmap e può essere interrogato con il mouse per ottenere informazioni numeriche di dettaglio.

3.1 Progetto e file di configurazioni

Il funzionamento di AVISU è basato sul concetto di progetto.

Il progetto è definito da una sub-directory, posizionata in <AVISU_DIR>, denominata genericamente <PROJECT>, e un file di configurazione principale chiamato <PROJECT>.ini (Par. 6.2), memorizzato nella stessa <PROJECT>. In questo file sono memorizzati i nomi dei files aperti durante l’ultima sessione di lavoro e la configurazione dei flags principali impostati interattivamente dall’utente.

L’operazione di creazione di un nuovo progetto corrisponde alla generazione di una directory <progetto>, in cui vengono copiati alcuni file di default dalla directory <AVISU_DIR>, e del relativo file di <progetto>.ini. Contestualmente avviene uno switch del contesto di AVISU, per cui tutti i file temporanei e di lavoro da quel momento, verranno letti e scritti nella sub-directory <progetto> di <AVISU_DIR> e l’interfaccia utente viene reimpostata con la configurazione di default.

Alla prima esecuzione, AVISU crea automaticamente il progetto di default WORK associato alla directory < AVISU_DIR>\WORK. Successivamente l’utente ha la facoltà di creare nuovi progetti con la funzione del menù principale File => Project (Par.4.1.6)

A_figura10.jpg

A seguito della selezione del comando File => Project, sullo schermo compare la finestra di selezione dei progetti (Figura 5). Per la generazione di un nuovo progetto occorre scrivere prima di tutto nel campo Project name un nome e quindi cliccare New, oppure Save as … se si vuole creare un nuovo progetto, copia di quello in corso.

A_figura 11.jpg

Figura 5 - Finestra di selezione di un progetto: stato iniziale

Successivamente, quando si riutilizza AVISU, questa stessa funzione permette di richiamare un progetto precedentemente creato: occorre selezionare dalla lista un nome di progetto esistente o scriverne il nome nel campo Project name quindi cliccare su Load, come mostrato in Figura 6.

A_figura 12.jpg

Figura 6 - Finestra di selezione di un progetto: caricamento di un progetto esistente

In entrambi i casi, al termine, la finestra di selezione scompare, viene eseguita la lettura del file di configurazione relativo al progetto ed infine il titolo della finestra del GUI viene modificato con il nome del progetto appena caricato.

Nota: Poiché nella directory di progetto viene conservata copia delle tabelle dei colori usate nei grafici realizzati e personalizzati dall’utente, con la creazione di più progetti, l’utente ha la possibilità di salvare le personalizzazioni effettuate in sessioni di lavoro diverse.

Oltre al file <progetto>.ini l’utente può salvare ulteriori configurazioni in file <config> all’interno dello stesso progetto (e quindi nella stessa directory), in modo da poter ripristinare in seguito una particolare configurazione. Poiché entrambi i file hanno lo stesso formato e la stessa funzione, nel seguito, per maggiore generalità, si userà la simbologia <config> per indicare in modo equivalente uno dei due file.

A_figura13.jpg

  1. Per salvare un nuovo file <config> si utilizza il comando del menù principale

File => Save Config as…,

  1. Per ripristinare un vecchio file <config> si utilizza il comando

File => Load Config

Il nome del file <config> compare nel titolo della finestra del GUI, a fianco del nome del progetto, come mostrato in Figura 7.

A_figura14.jpg

Figura 7 – Intestazione della finestra di AVISU: progetto TEST file di configurazione megapoli.ini

Attenzione: il file <config> della sessione in corso viene salvato automaticamente nella directory <project> ogniqualvolta l’utente esce dall’applicativo con il comando di uscita normale (Par. 2.2) oppure quando, all’interno della stessa sessione di lavoro, cambia progetto. Al successivo riavvio di AVISU verrà riaperto però <project> con il relativo file di configurazione principale <project>.ini

3.2 Importazione dei dati

L’importazione dei dati riguarda quattro tipologie diverse di file:

  • file GRID: matrici di grandezze scalari bi- e tri-dimensionali, in formato binario
  • file PARTIC: particelle, output di SPRAY, in formato binario
  • file CARTOG: elementi cartografici, in formato ASCII utilizzato nei grafici XY
  • file BITMAP: bitmap da usare come tematismo di sfondo nei grafici XY.

Nei file <config> vengono conservati i nomi completi dei file caricati per cui, quando si richiede l’apertura di un nuovo file, il package si posiziona automaticamente nella directory del precedente file aperto.

Nota: Solo nel caso di file CARTOG: se il file precedentemente caricato il cui nome è scritto nel file <config> è ancora presente alla riapertura dello stesso progetto, non occorre effettuarne di nuovo il caricamento, perché questa operazione viene effettuata automaticamente da AVISU nel momento in cui viene eseguito il primo grafico.

3.2.1 Importazione del file GRID

Il file di tipo GRID è un file in formato binario che contiene, in ordine di scadenza temporale, una serie di campi scalari sotto forma di matrici bi- e/o tri-dimensionali con dati relativi ad una grandezza meteorologica o chimica denominata nel seguito anche variabile 2D o 3D. Per maggiori informazioni si rimanda al Par. 6.1.1.

Ai fini della visualizzazione grafica con AVISU, è sufficiente dire che un generico campo scalare 3D è una matrice di dati A(i,j,k), con i, j e k che variano nelle direzioni X, Y e Z rispettivamente.

Un campo scalare 2D è quindi un caso particolare di matrice 3D in cui la terza componente è costante: A(i,j,1) con i e j indici di cella che variano nello spazio delle coordinate X e Y.

In modo analogo sono considerati 2D le matrici A(1,j,k) e A(i,1,k), con X e Y rispettivamente costanti.

Possono, ad esempio, esistere campi scalari 3D delle grandezze: temperatura atmosferica, intensità del vento, concentrazione di inquinanti in atmosfera, ecc.

Sono invece campi scalari 2D: orografia, uso del suolo, altezza dello strato rimescolato, ecc.

Per importare questo tipo di file si utilizza il comando File => Open Grid File ….

Compare una finestra di selezione che permette di navigare fino al file che l’utente desidera caricare (Figura 8). Selezionare con il mouse il file il cui nome deve comparire nel campo Nome File e quindi premere OK.

A_figura15.jpg

Figura 8 - Finestra di selezione del file GRID

Il package, alla chiusura della finestra, scandisce il file e, se il formato è corretto, riempie il campo-lista nell’area di controllo corrispondente alle scadenze temporali (Figura 9)

A_figura16.jpg

Figura 9 - Campo-lista Grid Time Sequences

Immediatamente dopo, legge i dati della prima scadenza temporale e definisce la griglia geometrica dei dati (coordinate x,y,z di ciascun punto griglia), carica in memoria tutti i campi scalari e riempie i campi-lista, relativi alle variabili 2D 2D Scalar Field e 3D 3D Scalar Field (Figura 10).

Nel contempo, qualora tra le variabili 3D siano presenti le componenti del vento U, V e W, AVISU genera due nuovi campi:

  • SPEED, campo scalare 3D, corrispondente al modulo della velocità orizzontale del vento:

A_figura17.jpg

  • WIND, campo vettoriale 3D, così costituito:

WIND(i,j,k,1) = U(i,j,k)

WIND(i,j,k,2) = V(i,j,k)

WIND(i,j,k,3) = W(i,j,k)

Se presente questo campo, vengono inizializzate anche le liste 3D Vector Field e Colored with, contenenti, la prima, la sola variabile 3D WIND, mentre la seconda contiene una copia della lista delle variabili scalari 3D.

Analogamente, se presenti le variabili 2D USOL e VSOL (oppure U e V), vengono creati i campi 2D SPEEDGR e WINDGR.

  • SPEEDGR, campo scalare 2D, corrispondente all’intensità del vento al suolo:

A_figura18.jpg

  • WINDGR, campo vettoriale 2D di vento al suolo, così costruito:

WINDGR(i,j,1) = USOL(i,j)

WINDGR(i,j,2) = VSOL(i,j)

Se selezionato SPEEDGR, verrà plottata l’intensità del vento come campo scalare, mentre selezionando WINDGR, verrà plottato un campo di vento con frecce colorate in base all’intensità del vento SPEEDGR.

Al termine della fase di caricamento nell’area di controllo dedicata alle variabili caricate vengono aggiornate le liste di selezione delle variabili come riportato nell’esempio di Figura 10.

A_figura19.jpg

Figura 10 - Campi-lista delle variabili scalari 2D/3D e vettoriali 3D

Le informazioni di sintesi relative al file caricato vengono scritte da AVISU in un file di log, chiamato grid.log, che si trova nella directory <progetto> (Par. 6.3.4)

La presenza di questo file fa sì che venga abilitato il comando di menù File => View Grid Log File, altrimenti inattivo (Par. 0)

A questo punto, con la selezione di una scadenza temporale dalla lista di Figura 9 (Par. 3.4), o di una variabile da una delle liste di Figura 10 (Par. 3.3), viene prodotto il primo grafico.

Nota: Il caricamento del file GRID può essere reso automatico con il caricamento del progetto, selezionando Charge File at start-up nella finestra che appare con File => Start Action…. L’opzione corrispondente viene salvata nel file di configurazione <config>.

3.2.2 Importazione del file PARTIC

Il file PARTIC è un file in formato binario diverso dal file GRID e contiene, in ordine di scadenza temporale, le coordinate delle particelle generate dal codice SPRAY (Par. 6.1.2).

Per importare questo tipo di file si utilizza il commando File => Open Particle File …. Compare una finestra di selezione che permette di navigare fino al file che l’utente desidera caricare (Figura 11), quindi occorre selezionare con il mouse il file il cui nome deve comparire nel campo Nome File e premere OK.

A_figura20.jpg

Figura 11 - Finestra di selezione del file PARTIC

Attenzione: per poter caricare il file PARTIC, occorre produrre un qualsiasi grafico, selezionando una nuova variabile o scadenza del file GRID, perché inizialmente il menù File' => Open Particle File… risulta disabilitato. Inoltre, poiché il campo di particelle letto dal file PARTIC utilizza gli stessi riferimenti di grigliato del file GRID caricato in precedenza, ad ogni nuovo caricamento di file GRID, per evitare incongruenze, il comando File => Open Particle File… e il campo-lista Particle Time Sequences vengono disabilitati; per poterli ri-abilitare, occorre produrre prima un nuovo grafico.

Il package, alla chiusura della finestra, scandisce il file e cerca di caricare i vettori descrittivi delle particelle. Alla fine, se il formato è corretto, riempie il campo-lista nell’area di controllo corrispondente alle scadenze temporali (Figura 12).

A_figura21.jpg

Figura 12 - Campo-lista Particle Time Sequences

Le informazioni di sintesi relative al file caricato vengono scritte da AVISU in un file di log, chiamato partic.log, che si trova nella directory di progetto (Par.6.3.5).

La presenza di questo file fa sì che venga abilitato il comando di menù File => View Particle Log File, altrimenti inattivo.

La Figura 13 mostra lo stato dell’interfaccia grafica di AVISU, dopo aver effettuato il caricamento di un file GRID, la selezione di una variabile 3D e quindi caricamento di un file PARTIC seguito dalla selezione di una scadenza di particelle.

A_figura22.jpg

Figura 13 - grafica di AVISU dopo il caricamento dei files GRID e PARTIC

Le particelle vengono disegnate sul grafico solo dopo la selezione di una o più scadenze temporali e se selezionato A_figura23.jpg nell’area di controllo superiore (Figura 3).

3.2.3 Importazione del file CARTOG

Il file CARTOG è un file cartografico in cui sono memorizzate informazioni geo-referenziate di tipo area, curva e punti (Par. 6.1.3).

Per importare questo tipo di file si utilizza il commando File => Open Cartog File …. Compare una finestra di selezione che permette di navigare fino al file che l’utente desidera caricare (Figura 14). Selezionare con il mouse il file il cui nome deve comparire nel campo Nome File e quindi premere OK.

A_figura24.jpg

Figura 14 - Finestra di selezione del file CARTOG

Attenzione: per poter caricare il file CARTOG, occorre aver caricato prima un file GRID, perché inizialmente il menù File => Open Cartographic File… risulta disabilitato.

Il caricamento del file CARTOG non produce nessuna modifica nell’aspetto del GUI e la cartografia viene riportata sul grafico solo se selezionato A_figura25.jpgnell’area di controllo superiore (Figura 3).

Alla fase di lettura, segue il caricamento degli elementi cartografici contenuti nel file: per ognuno di essi vengono determinati classe e tipologia (AREA, LINEA, PUNTO) ed inoltre vengono selezionati solo quelli che risiedono per almeno un punto all’interno del dominio (X,Y) definito dal file GRID. Affinché il caricamento avvenga è dunque necessario che le coordinate siano espresse in unità di misura congruenti con l’impostazione definita nelle preferenze. Quando tutti gli elementi letti sono fuori dominio, viene emessa una segnalazione di errore come quella riportata in Figura 15. In tal caso, per prima cosa, cambiare l’unità di misura nelle preferenze (Par. 4.2.5), poi provare a ripetere il caricamento del file; se la cartografia non viene tracciata allora l’errore è provocato da un file non valido.

A_figura26.jpg

Figura 15 - Finestra che segnala il caricamento errato di un file cartografico

In Figura 16 è presentato un esempio di grafico ottenuto con tematismi cartografici sovrapposti allo scalare 2D REL (orografia).

A_figura27.jpg

Figura 16 - Grafico ottenuto con AVISU: campo scalare 2D REL (orografia) e cartografia

3.2.4 Importazione di un file BITMAP

Caricando un’immagine tramite questa funzione, è possibile utilizzare la bitmap come sfondo per tutti i grafici prodotti in sezione ORIZZONTALE XY, utilizzabile congiuntamente o in alternativa a cartografia e orografia.

Per importare questo tipo di file si utilizza il commando File => Open Bitmap File …. Compare una finestra di selezione che permette di navigare fino al file che l’utente desidera caricare (Figura 17). Selezionare con il mouse il file il cui nome deve comparire nel campo Nome File e quindi premere OK.

A_figura28.jpg

Figura 17 – Finestra di selezione del file bitmap

E’ possibile caricare file in formato JPG, PNG, BMP, GIF, a colori o scala di grigi: per ogni tipo di file la bitmap subisce una trasformazione dei colori in livelli di grigio.

Non esistono limitazioni di risoluzione anche se è comunque consigliabile utilizzare immagini con risoluzioni elevate per migliorare l’utilizzo della funzionalità di Zoom (par. 4.5).

Poiché l’immagine caricata con questa funzione, viene interamente compressa all’interno del riquadro grafico XY, l’immagine utilizzata deve corrispondere esattamente al dominio dei file binari caricati; non essendo stati integrati in AVISU strumenti per il trattamento delle immagini, l’utente deve fornire il file adeguato preparandolo preventivamente con altri strumenti SW.

L’immagine di sfondo è esportabile contestualmente al grafico (par. 4.8).

N.B.: per visualizzare l’immagine di sfondo caricata è necessario prima attivare il flag A_figura29.jpg nell’area di controllo dell’interfaccia grafica (par. 2.4), oppure il comando di sottomenù Display => Bitmap Background (par.4.3.11).

3.3 Selezione della variabile

La selezione di una delle variabili delle liste 2D Scalar Field, 3D Scalar Field, 3D Vector Field o Colored with viene effettuata con un click del mouse che provoca la creazione di un nuovo grafico nell’area grafica principale.

Se si seleziona una variabile scalare 2D, la matrice dei dati viene estratta in corrispondenza della scadenza temporale in corso e il tipo di sezione passa automaticamente ad ORIZZONTALE XY.

Alcune parti della GUI vengono disabilitate perché non tutte le funzioni di esplorazione e selezione sono utilizzabili con questo tipo di variabile. Le operazioni non consentite sono il cambio di sezione e l’analisi di profilo, perché in questo tipo di dati non esiste la dimensione verticale, ma solo quella orizzontale.

Nel caso di selezione di variabile 3D sia scalare che vettoriale (WIND), tutte le funzioni del GUI risultano invece abilitate.

Quando si clicca su una variabile della lista Colored with il grafico che verrà realizzato è un campo di vento in cui le frecce sono colorate in base ai valori della variabile selezionata.

Il plottaggio di un campo di vento viene effettuato utilizzando solo due su tre delle componenti disponibili nel campo vettoriale WIND:

  • se la sezione è ORIZZONTALE XY, vengono usate le componenti U e V
  • se la sezione è VERTICALE XZ, vengono usate le componenti U e W
  • se la sezione è VERTICALE YZ, vengono usate le componenti V e W

La Figura 13 mostra un esempio di grafico ottenuto selezionando una variabile scalare 3D, M001S001.

3.4 Selezione della scadenza temporale

Le liste disponibili sono due: la prima accede ai dati del file GRID, la seconda a quelli del file PARTIC. Le due liste non sono collegate, cioè la selezione dalla prima non si riflette in una selezione automatica nella seconda, per permettere di visualizzare le particelle salvate in più scadenze quando, ad esempio, siano stati effettuati con SPRAY salvataggi di queste con frequenza superiore al calcolo delle concentrazioni.

3.4.1 Lista Grid Time Sequences

Questa lista riporta tutte le scadenze temporali del file GRID caricato (Par. 3.2.1).

La selezione, con un click del mouse, di una scadenza temporale dalla lista di Grid Time Sequences, provoca l’aggiornamento dell’area grafica principale.

Se non è stata selezionata alcuna variabile in precedenza, viene utilizzata la prima scalare 3D disponibile nella lista o, in assenza di questa, la prima scalare 2D.

Anche in questo caso, se non è stato in precedenza modificato il tipo di sezione, il grafico prodotto è una sezione orizzontale (vista dall’alto, XY).

Il grafico di Figura 13 è stato ottenuto selezionando la scadenza 02/01/2005 00:00:00.

Attenzione: ad ogni nuova selezione di scadenza, il file GRID viene riletto e, poiché i contenuti in termine di grigliato e di variabili 2D o 3D possono variare ad ogni scadenza temporale, vengono letti tutti i dati per modificare le scale orizzontali e verticali dopodiché vengono aggiornate le liste con i nuovi valori. Il grafico che viene eseguito immediatamente dopo dovrebbe corrispondere alla variabile selezionata in precedenza (2D o 3D), ma, se le liste sono cambiate, la stessa variabile potrebbe non esistere e in tal caso viene plottata quella con lo stesso numero d’ordine della variabile selezionata nella lista precedente.

3.4.2 Lista Particle Time Sequences

Questa lista riporta tutte le scadenze temporali del file PARTIC caricato (Par. 3.2.2).

Il grafico non contiene particelle finché non vengono selezionate una o più scadenze da Particle Time Sequences. In questa lista è abilitata la selezione multipla per cui le azioni possibili sono:

  • un click del mouse seleziona una sola scadenza;
  • trascinando il mouse oppure tenendo premuto il tasto <shift>, si può selezionare una serie di scadenze contigue;
  • tenendo premuto il tasto <ctrl>, si possono selezionare scadenze non contigue

Dopo aver selezionato una o più scadenze, un doppio click del mouse sulla selezione fatta, esegue l’estrazione dei dati dal file e produce il grafico in cui compare sia il campo scalare o vettoriale già selezionata e dai punti relativi alle particelle lette.

3.5 Sezioni

La selezione del tipo di sezione riguarda le variabili 3D, quindi se il file GRID non contiene tali tipi di campi, questa operazione non è possibile.

Scegliere una sezione significa identificare un piano nello spazio tridimensionale e, poiché in AVISU sono possibili solo piani ortogonali ai tre assi coordinati, la sezione risulta definita dal valore di una sola coordinata.

Le sezioni possibili sono:

► ORIZZONTALE, vista dall’alto in proiezione XY: deve essere fornita una coordinata verticale Sigma o Zeta

► VERTICALE, vista da Est in proiezione YZ: deve essere fornita la coordinata X

► VERTICALE, vista da Sud in proiezione XZ: deve essere fornita la coordinata Y

3.5.1 Selezione della sezione

La selezione del tipo di sezione si effettua cliccando il pulsante sinistro del mouse all’interno dei riquadri-pulsanti posti a destra del GUI (Figura 18).

ORIZZONTALE VERTICALE YZ VERTICALE XZ
A_figura30.jpg A_figura31.jpg A_figura32.jpg

Figura 18 - Riquadri-pulsanti per la selezione del tipo di sezione

A seguito alla pressione del mouse, viene ripristinato il contesto della sezione scelta, comprese variabile precedentemente selezionata e coordinata di estrazione, e l’area grafica principale viene aggiornata con un grafico ottenuto con questi dati alla scadenza temporale in corso.

Il riquadro-pulsante della sezione attiva viene inoltre aggiornato ogniqualvolta l’utente modifica il grafico dell’area grafica principale.

Quando nel riquadro-pulsante esiste un grafico, la pressione del tasto destro del mouse provoca l’apertura di una finestra che visualizza il file di statistiche relative alla sezione cliccata (Par. 6.4.1 e Par. 6.4.2).

Una volta scelta la sezione è possibile effettuare un nuovo grafico ad esempio:

  • scegliendo una nuova variabile da visualizzare
  • scegliendo una nuova scadenza temporale
  • cambiando la coordinata di estrazione

Per le altre caratteristiche, se si tratta del primo grafico realizzato con AVISU, verranno utilizzate le impostazioni di default:

ORIZZONTALE VERTICALE YZ VERTICALE XZ
Coordinata di estrazione Secondo livello verticale Coordinata centrale dell’asse X Coordinata centrale dell’asse Y
Variabile Prima variabile scalare 3D
Scadenza Prima scadenza temporale del file GRID

Tabella 1-Impostazioni di default del grafico

3.5.2 Selezione della coordinata di estrazione

Per modificare la coordinata di estrazione si deve agire sulla barra di selezione nella parte inferiore della GUI, sottostante l’area grafica principale (Figura 3).

A_figura33.jpg

Figura 19 - Selezione coordinata di estrazione

Ad ogni cambio di sezione effettuato, la barra viene aggiornata con i limiti di scala corretti, riportati nei due campi sottostanti.

Per modificare la sezione, si può agire sulla barra di scorrimento oppure direttamente digitare il nuovo valore nel campo Actual Value: quando si usa la barra di scorrimento il valore qui riportato viene aggiornato continuamente quindi, per effettuare il nuovo grafico, è sufficiente cliccare in questo campo e confermare con <Invio>.

In alternativa, per effettuare il grafico con la nuova coordinata di estrazione, una volta aggiornato il valore di Actual Value, è possibile eseguire la funzione Redraw da menù principale (Par. 2.4.1) o da menù contestuale (Par. 2.4.2), ma anche selezionando una nuova variabile (Par. 3.3) o scadenza temporale(Par. 3.4).

3.6 Modifiche delle impostazioni grafiche

Quando nell’area grafica principale è presente un grafico, è possibile cambiarne l’aspetto agendo sulle opzioni messe a disposizione dalla GUI nell’area di controllo a sinistra.

Nel caso di campo vettoriale, si possono modificare la scala di rappresentazione delle frecce (sezione Arrows meters m/s) o la frequenza di campionamento delle frecce (sezione Arrows factors).

Con grafici di variabili 3D, è possibile cambiare il tipo di coordinata verticale (sezione Vertical levels) oppure, nel caso di variabili 2D e 3D, modificare l’aspetto del grafico bidimensionale (sezione 2D representation) .

3.6.1 Sezione Arrow meter m/s

In questa sezione è possibile cambiare il rapporto di scala usato per rappresentare le frecce del campo di vento.

A_figura34.jpg

Figura 20 - Selezione Arrrow meter

Poiché l’intensità del vento può essere soggetta a grandi variazioni in funzione della quota, non è sempre conveniente utilizzare la stessa scala per visualizzare le frecce del campo di vento. D’altra parte, per confrontare campi a diverse scadenze è necessario invece avere la possibilità di usare la stessa scala. Da qui nasce la necessità di poter modificare i valori di scala a seconda dell’esigenza.

Inoltre, poiché le componenti orizzontali U e V, sono generalmente di un ordine di grandezza superiore alla componente verticale W, per meglio rappresentare i campi nelle sezioni XZ e YZ che usano rispettivamente (U, W) e (V, W), è utile poter modificare separatamente i valori di scala per ogni componente: quando il rapporto delle due scale U/W e V/W è pari a 1 si otterranno grafici con frecce praticamente orizzontali, al contrario di quanto accade diminuendo il valore di scala di W rispetto a U e V. Dopo aver modificato una o più componenti, per verificarne l’effetto occorre ri-eseguire il grafico con la funzione Redraw.

Attenzione: la modifica dei valori non avviene se non si batte <Invio> nel campo U, V o W.

In Figura 21 è riportata una coppia di grafici di una sezione ORIZZONTALE XY, ottenuta modificando la scala di entrambe le componenti orizzontali U e V da 5 m/s a 10 m/s.

A_figura35.jpg A_figura36.jpg

Figura 21 - Campo vettoriale realizzato con due diverse scale: a sinistra le componenti delle frecce hanno scala 5 m/s, a destra lo stesso campo con scala 10 m/s

Nota: Cambiando il valore dei campi di questa sezione, cambia il valore associato alle componenti della scala riportata come legenda nel grafico e non la dimensione in pixel delle frecce della scala.

3.6.2 Sezione Arrow factors

Quando il campo di vento risulta poco leggibile a causa della sovrapposizione delle frecce, è possibile non solo cambiare la scala di rappresentazione come descritto al Par. 3.6.1, ma anche plottare un campione dei dati in modo da plottare un numero ridotto di frecce.

A_figura37.jpg

Figura 22 - Selezione Arrow factors

I valori di default per ogni direzione sono: 2 per gli assi X e Y, che significa una freccia ogni 2, e 1 per l’asse Z perciò, in verticale, verranno visualizzati tutti i dati disponibili.

Attenzione: come nel caso di Arrow meter m/s, per la modifica dei valori occorre cliccare nella casella, scrivere il nuovo valore e battere <Invio>.

Dopo aver fatto questa operazione per ognuna delle componenti che si desidera cambiare, rieseguire il grafico con la funzione Redraw.

In Figura 23 è riportata una coppia di grafici di una sezione ORIZZONTALE XY, ottenuta modificando la scala delle componenti orizzontali U e V da 5 m/s a 10 m/s.

A_figura38.jpg A_figura39.jpg

Figura 23 - Campo vettoriale realizzato con due campionamenti dei dati: a sinistra campionamento 2 delle componenti orizzontali, a destra stesso campo con campionamento 10

3.6.3 Sezione Vertical levels

In questa sezione è possibile cambiare il tipo di coordinata verticale da utilizzare nei grafici.

Per poter comprendere il significato di questa funzione è necessario conoscere la struttura dei dati contenuti nel file GRID (Par. 6.1.1).

A_figura40.jpg

Figura 24 - Vertical Levels

Quando si seleziona l’opzione SIGMA, gli assi verticali delle sezioni XZ e YZ sono in coordinate SIGMA o DELTA-ZETA e quindi hanno estremi 0 e 1. Quando si passa alla sezione XY, essendo la coordinata di estrazione SIGMA al di sopra del livello suolo (SIGMA=0), la matrice dei dati estratti per il plottaggio risulta sempre completa ed il grafico di conseguenza.

In coordinate ZETA, gli assi verticali delle sezioni XZ e YZ hanno scale metriche ed il grafico mostra valori solo al di sopra dell’orografia. Analogamente, passando alla sezione XY, la coordinata di estrazione è in coordinata ZETA metrica s.l.m., quindi la matrice dei dati non è completa se nel dominio sono presenti rilievi orografici più elevati della quota scelta.

In Figura 25 è riportata una coppia di grafici di una sezione ORIZZONTALE XY e una VERTICALE XZ, ottenuti con livelli verticali ZETA.

A_figura41.jpg A_figura42.jpg

Figura 25 - Grafici ottenuti dopo aver selezionato la modalità di livelli verticali ZETA: sinistra campo di vento in sezione ORIZZONTALE XY, a destra aree di iso-valore della variabile SPEED in sezione verticale XZ

La modalità di rappresentazione utilizzata di default da AVISU è la modalità SIGMA.

3.6.4 Sezione 2D representation

Posto nell’area a sinistra del GUI, permette di scegliere fra tre diversi tipi di rappresentazione grafica 2D dei campi scalari: area di isovalore riempita di colore, curve di isovalore, blocchi omogenei di colore.

A_figura43.jpg

Figura 26 - 2D representation

In Figura 27 sono riportati tre grafici ottenuti con la medesima variabile scalare in sezione ORIZZONTALE XY e nelle tre modalità.

A_figura44.jpg A_figura45.jpg

A_figura46.jpg

Figura 27 - Grafici ottenuti con la variabile scalare SPEED in sezione ORIZZONTALE XY: il primo è in aree di isovalore Filled contour Areas, il secondo in curve di isovalore Contour Line e il terzo con blocchi omogenei Filled Blocks

Le aree e le linee di isovalore sono determinate interpolando i dati estratti quindi sono poco adatte a rappresentare grandezze che, nello spazio, cambiano con discontinuità come ad esempio l’uso del suolo, la rugosità superficiale le emissioni diffuse: per tali variabili è consigliata la visualizzazione a blocchi.

Attenzione: nelle sezioni verticali e diagonali la visualizzazione a blocchi non è abilitata, per cui dopo la selezione di una sezione verticale o diagonale, questo campo viene automaticamente resettato a Contour Line.

3.7 Esplorazione del grafico

Una volta ottenuto il grafico nell’area grafica principale sono possibili le operazioni seguenti:

  • interrogazione con il mouse per l’analisi dei dati della matrice selezionata per la grafica
  • visualizzare i dati statistici della matrice selezionata per la grafica
  • zoom del grafico riportato nell’area grafica principale
  • sezione verticale diagonale (solo se il grafico principale è di una sezione XY di un campo 3D)

3.7.1 Interrogazione con il mouse

Le azioni di interrogazione eseguibili con il mouse sono selezionabili mediante il campo Pointer Action:

  • None
  • Profilo verticale sotto forma di tabella
  • Profilo verticale sotto forma di grafico
  • Valori in corrispondenza dei vertici di cella

A_figura47.jpg

Figura 28 - Pointer action

Si seleziona l’opzione desiderata e poi si clicca nell’area grafica principale utilizzando il tasto sinistro oppure il tasto centrale del mouse.

Il metodo di interrogazione è a interpolazione fra i quattro vertici di cella o a punto più vicino a seconda che sia stato selezionata o de-selezionata l’opzione A_figura48.jpg nell’area di controllo superiore (Figura 3).

Se è attiva l’opzione di menù Options => Pointer Motion, trascinando il mouse all’interno dell’area grafica principale si ottiene, un aggiornamento continuo delle finestre attivate in seguito a questa selezione.

Tutte le azioni di interrogazione sono attive anche nella finestra di Zoom (Par. 4.4).

Attenzione: le azioni possibili cambiano a seconda della sezione. Mentre nella sezione XY sono possibili tutte, nelle sezioni YZ e XZ, solo la prima e l’ultima azione sono abilitate.

3.7.1.1 Valore singolo

Con None impostato, quando l’utente clicca nell’area grafica principale, si aggiorna la casella presente nell’angolo in basso a destra dell’interfaccia, che riporta il valore del campo plottato in corrispondenza del punto cliccato. Nell’area grafica principale, in corrispondenza del punto cliccato, compare un puntatore a croce che viene spostato ad ogni nuovo click e rimosso solo premendo di nuovo su None.

A_figura49.jpg

(a)

A_figura50.jpg

(b)

Figura 29 - Visualizzazione del valore della variabile nel punto cliccato, associata alla selezione di None:

(a) ottenuto con interpolazione dei dati attivata A_figura51.jpg

(b) interrogazione con interpolazione non attivata A_figura52.jpg

Il valore riportato è diverso a seconda che sia stato scelto di rappresentare i dati con interpolazione o senza, come mostrato in Figura 29.

Le coordinate numeriche fra parentesi si riferiscono agli indici di cella della matrice 2D dei dati utilizzati per la grafica.

L’utente può anche decidere di interrogare la matrice dati in un punto avente determinate coordinate: per fare questo può modificare direttamente il valore delle coordinate nella casella superiore e confermare con <Invio>. Il puntatore a croce dell’area grafica principale in questo caso si posiziona sulle nuove coordinate e il valore del campo inferiore viene aggiornato.

3.7.1.2 Tabella di profilo verticale

Con Data profile impostato, quando l’utente clicca nell’area grafica principale viene aperta una finestra dal titolo Pointer Data che riporta la tabella dei dati del profilo verticale nel punto cliccato. Nell’area grafica principale, in corrispondenza del punto cliccato, compare un puntatore a croce che viene spostato ad ogni nuovo click e rimosso quando si cambia il tipo di Pointer Action.

All’interno della tabella sono sempre presenti le colonne Sigma ed Height, indicanti la quota alla quale sono riferiti i valori delle variabili rappresentate dalle colonne successive, espressa rispettivamente in coordinate SIGMA ed in metri al di sopra del livello del suolo. La prima riga della tabella è caratterizzata da SIGMA = 0 (livello del suolo), mentre l’ultima da SIGMA = 1 (top del dominio).

Nell’esempio rappresentato in Figura 30 è riportato il profilo di un campo vettoriale: al posto delle componenti U,V,W vengono dati velocità e direzione di provenienza del vento orizzontale (SPEED e DIR) e velocità verticale del vento W, mentre l’ultima colonna è quella della variabile colore. Come si può notare i differenti “livelli verticali” rappresentati in tabella sono distanziati in maniera esponenziale tra di loro; più fitti in prossimità del suolo e più distanziati man mano che ci si allontana dalla superficie del suolo e ci si avvicina al top del dominio.

A_figura53.jpg

Figura 30 - Finestra associata alla selezione di Pointer Action: Data Profile

Nella parte inferiore della finestra sono sempre presenti le coordinate x, y e l’altezza orografica del punto cliccato. Fra parentesi vi sono gli indici di cella nel grigliato orizzontale corrispondente al punto cliccato.

Il numero di righe presenti in tabella dipende dall’altezza del dominio di calcolo, il numero di colonne dipende invece dal campo rappresentato nell’area grafica principale.

Facendo click sul pulsante A_figura54.jpg, è possibile ottenere una stampa della finestra contenente la tabella. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Print del menù principale (Par. 4.7).

Nota: Ad ogni nuovo punto cliccato, si aggiorna anche il campo 2D Pointer Value, nell’angolo in basso a destra dell’interfaccia grafica di AVISU, ed inoltre, digitando direttamente le coordinate in questo campo, si effettua l’aggiornamento della posizione del puntatore nell’area grafica principale e della finestra Pointer Data.

3.7.1.3 Grafico di profilo verticale

Con Graphic Profile impostato, quando l’utente clicca nell’area grafica principale viene aperta una finestra con titolo Pointer Graph che riporta il grafico dei dati del profilo verticale nel punto cliccato. Nell’area grafica principale, in corrispondenza del punto cliccato, compare un puntatore a croce che viene spostato ad ogni nuovo click e rimosso quando si cambia il tipo di Pointer Action.

Nell’esempio di Figura 31, essendo il campo rappresentato nell’area grafica principale un campo di vento, sono rappresentati sia il profilo di velocità (linea bianca continua) che la direzione di provenienza del vento orizzontale alle diverse quote (asterischi verdi).

A_figura55.jpg

Figura 31 - Finestra associata alla selezione di Pointer Action: Graphic Profile

Nella parte inferiore della finestra sono sempre presenti le coordinate x, y e l’altezza orografica (z orog) del punto al quale sono riferiti tutti i dati illustrati nel grafico. Fra parentesi vi sono gli indici di cella nel grigliato orizzontale corrispondente al punto cliccato.

Facendo click sul pulsante A_figura56.jpg, è possibile ottenere una stampa della finestra contenente il grafico. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Print del menù principale (Par. 4.7).

Nota: Ad ogni nuovo punto cliccato, si aggiorna anche il campo 2D Pointer Value, nell’angolo in basso a destra dell’interfaccia grafica di AVISU, ed inoltre, digitando direttamente le coordinate in questo campo, si effettua l’aggiornamento della posizione del puntatore nell’area grafica principale e della finestra Pointer Graph.

3.7.1.4 Valore nei vertici della maglia

Con 4 Nearest values impostato, quando l’utente clicca nell’area grafica principale viene aperta una finestra con titolo Pointer Area che riporta i valori in corrispondenza dei quattro vertici della cella a cui appartiene il punto cliccato. Il valore al centro è il dato interpolato. Nell’area grafica principale, in corrispondenza della cella, compare un riquadro che viene spostato ad ogni nuovo click e rimosso quando si cambia il tipo di Pointer Action.

A_figura57.jpg

Figura 32 - Finestra associata alla selezione di Pointer Action: 4 Nearest values

Nella parte superiore della finestra viene indicato l’indice del livello SIGMA (correlato con la quota sopra il livello del suolo) in corrispondenza del quale vengono estratti tutti i valori della variabile esaminata.

Nell’esempio di Figura 32, essendo il campo rappresentato nell’area grafica principale un campo di vento, sono indicati per ogni vertice della cella di appartenenza del punto cliccato sia il valore della velocità che la direzione di provenienza del vento orizzontale. Sopra a ciascuna coppia di valori è indicata la posizione del punto in questione all’interno della griglia di calcolo (posizione lungo ascissa, posizione lungo ordinata). Al centro è presente il risultato dell’interpolazione dei valori in corrispondenza dei quattro vertici.

Nota: Ad ogni nuovo punto cliccato, si aggiorna anche il campo 2D Pointer Value, nell’angolo in basso a destra dell’interfaccia grafica di AVISU, ed inoltre, digitando direttamente le coordinate in questo campo, si effettua l’aggiornamento della posizione del puntatore nell’area grafica principale e della finestra Pointer Area.

3.7.2 Dati statistici associati al grafico

Le informazioni di tipo statistico relative alle sezioni visualizzate vengono scritte in un file, aggiornato ad ogni nuova estrazione. Per i dettagli relativi alle diverse tipologie e contenuti si rimanda ai paragrafi 6.4.1 e 6.4.2.

Il file è consultabile da interfaccia grafica in uno dei seguenti modi:

  1. mediante la funzione Image Info del menù contestuale (Par. 2.4.2) attivabile con la pressione del tasto destro del mouse nell’area grafica principale;
  2. premendo il tasto destro del mouse nel riquadro-pulsante (Par. 3.5.1) della sezione corrispondente a quella del grafico ;
  3. dalla finestra Instruments, aperta con Display => Instruments, funzione Information (Par. 4.3.1Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.), utile quando è disabilitato il menù contestuale a seguito dell’attivazione dello zoom.

In seguito alla richiesta di questa funzione, compare una finestra come quella dell’esempio riportato in Figura 33: al suo interno viene riportato il contenuto del file il cui nome compare nell’intestazione della finestra.

A_figura58.jpg

Figura 33 - Finestra di statistiche relative alla matrice dei dati selezionata per la grafica

La finestra scompare allo scadere di un time-out di 15 secondi, oppure premendo il pulsante A_figura59.jpg

Attenzione: le informazioni statistiche sono associate all’ultimo grafico eseguito, per cui, se è stato attivato lo Zoom, le informazioni qui riportate possono essere quelle della finestra relativa.

3.7.3 Zoom della finestra grafica principale

Per effettuare lo zoom si utilizza il comando Zoom attivabile direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1) oppure dal menù contestuale (Par. 2.4.2).

Quando si attiva la funzione, viene creata una nuova finestra dedicata allo zoom e viene disattivato il menù contestuale. Ogni successiva ri-selezione del comando di Zoom esegue solamente il pop-up della finestra. Chiudendo la finestra, il menù contestuale viene ripristinato.

L’area grafica nella nuova finestra è di tipo quadrato e viene aggiornata ogni volta che l’utente clicca il pulsante destro del mouse nell’area grafica principale della finestra di AVISU: il punto cliccato corrisponde al centro dell’area di zoom e le coordinate dell’area zoomata compaiono tra le intestazioni del grafico.

Sulla finestra di zoom sono possibili anche le interrogazioni descritte nei Par. 3.7.1 e 3.7.2.

Per l’utilizzo completo della funzione si rimanda al Par. 4.5.

3.7.4 Sezione diagonale verticale

Questa funzione corrisponde al comando Diagonal attivabile direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1) oppure dal menù contestuale (Par. 2.4.2) e permette di visualizzare una sezione verticale in cui l’asse di estrazione orizzontale è libero: l’utente può scegliere fra asse X, Y o una direzione nel piano XY definita dall’utente mediante il mouse.

Per poter essere eseguita, nell’area grafica principale occorre sia presente il grafico di una sezione XY di una variabile 3D. Quando l’utente ha scelto il tipo di sezione diagonale, effettua la richiesta di estrazione in modo interattivo cliccando una volta all’interno del grafico (X o Y) oppure tracciando un segmento con il pulsante sinistro del mouse all’interno dell’area grafica principale. Quando il mouse viene rilasciato, nel grafico rimane una linea rossa e la finestra dedicata alla sezione diagonale verrà aggiornata con il grafico relativo.

In alternativa è possibile effettuare una richiesta specifica digitando le coordinate di estrazione negli appositi campi della medesima finestra denominati Start point e Final Point.

Quando si attiva la funzione, viene creata una nuova finestra dedicata alla sezione diagonale. Ogni successiva ri-selezione esegue solamente il pop-up della stessa finestra.

Per l’utilizzo completo della funzione si rimanda al Par. 4.10.

Attenzione: la funzione è utilizzabile solo quando nell’area grafica principale è presente una sezione orizzontale di un campo 3D, quindi, se nell’area grafica principale, è rappresentata una sezione verticale oppure un campo 2D, la finestra non verrà generata oppure, se presente, viene disabilitata.

4. Comandi del menù principale

Il menù principale è composto da

  • campi che introducono a sottomenù di tipo tendina: File, Options, Display, Help
  • comandi esecutivi: Redraw, Zoom, Maximize, Print, Export, Animate, Diagonal

Alcuni comandi del menù principale o dei suoi sottomenù sono richiamabili anche da menù contestuale o selezionando i campi dall’area di controllo posta al di sopra dell’area grafica principale. L’informazione relativa alla loro attivazione viene data all’inizio di ogni paragrafo .

A_figura60.jpg

4.1 File

Il menù File comprende tutte le funzioni che operano sui file in input o output ad AVISU, nonché le funzioni di ripristino e di uscita dal programma.

A_figura61.jpg

4.1.1 Open Grid File…

Il comando File => Open Grid File… è selezionabile solo dal menù principale. Permette l’apertura di un nuovo file di tipo GRID. Per il suo utilizzo si rimanda al Par. 3.2.1.

4.1.2 Open Partic File…

Il comando File =>Open Partic File… è selezionabile solo dal menù principale.

Permette l’apertura di un nuovo file di tipo PARTIC. Per il suo utilizzo si rimanda al Par. 3.2.2.

4.1.3 Open Cartog File…

Il comando File => Open Cartog File… è selezionabile solo dal menù principale.

Permette l’apertura di un nuovo file di tipo CARTOG. Per il suo utilizzo si rimanda al Par. 3.2.3 .

4.1.4 Open Bitmap File…

Il comando File => Open Bitmap File… è selezionabile solo dal menù principale.

Permette l’apertura di un nuovo file di tipo Bitmap. Per il suo utilizzo si rimanda al Par. 3.2.4.

4.1.5 View Grid Log File

Il comando File => View Grid Log File è selezionabile solo dal menù principale.

Apre una finestra (Figura 34) che permette di visualizzare il contenuto del file grid.log (Par. 6.3.4), presente nella directory di progetto e aggiornato ogniqualvolta si effettua la lettura di un nuovo file di tipo GRID (Par. 6.1.1).

A_figura62.jpg

Figura 34 - Finestra di visualizzazione del file grid.log

4.1.6 View Particle Log File

Il comando File => View Particle Log File è selezionabile solo dal menù principale.

Quando richiamato, compare una finestra (Figura 35) che riporta il contenuto del file partic.log (Par. 6.3.5), contenuto nella directory di progetto e aggiornato ogniqualvolta viene letto un nuovo file di tipo PARTIC (Par. 6.1.2).

A_figura63.jpg

Figura 35 - Finestra di visualizzazione del file partic.log

4.1.7 Project …

Il comando File => Project... è selezionabile solo dal menù principale.

Apre la finestra di gestione dei progetti di cui un esempio è riportato in Figura 36. Per la definizione di progetto in AVISU si rimanda al Par. 3.1.

A_figura64.jpg

Figura 36 - Finestra di selezione progetti

Il campo Project Name inizialmente contiene il nome del progetto in corso. L’utente modifica questo campo selezionando un progetto dalla lista a sinistra oppure scrivendo direttamente il nome del progetto nel campo stesso.

Nota: La lista dei progetti esistenti è formata a partire dal contenuto della directory <AVISU_DIR> ogniqualvolta viene eseguito il comando File => Project .

Descrizione pulsanti:

A_figura65.jpg Apre un nuovo progetto il cui nome è inserito nel campo Project Name. Se il nome corrisponde ad un progetto esistente, prima di procedere, viene richiesta la conferma di cancellazione del progetto precedente.

La creazione di un nuovo progetto comporta la generazione della directory di lavoro <AVISU_DIR>\<project> e del file di configurazione <AVISU_DIR>\<project>\<project>.ini.

Nella directory di progetto vengono copiati i files delle palette dei colori (Par. 6.3) a partire dalla directory <AVISU_DIR>.

A conclusione di tutto, il titolo della finestra di AVISU viene modificata in modo da riportare il nome del nuovo progetto e del relativo file di configurazione:

A_figura66.jpg

Figura 37 - Finestra di selezione progetti

A_figura67.jpg Apre un progetto esistente il cui nome è inserito nel campo Project Name. Il caricamento di un progetto comporta la modifica della directory di lavoro di AVISU in <AVISU_DIR>\<project> e il caricamento di nuove configurazioni dal file <AVISU_DIR>\<project>\<project>.ini. Anche il titolo della finestra di AVISU viene modificata in modo da riflettere le nuove impostazioni.

A_figura68.jpg Salva l’attuale progetto in un altro il cui nome è inserito nel campo Project Name. Se il nome corrisponde ad un progetto esistente, prima di procedere, viene richiesta la conferma di cancellazione del progetto precedente. Alla fine dell’operazione, il progetto appena salvato diventa il nuovo progetto in corso. Anche in questo caso il titolo della finestra di AVISU viene modificata in modo da riflettere le nuove impostazioni.

A_figura69.jpg Cancella un progetto il cui nome è inserito nel campo Project Name. Prima di procedere, viene richiesta la conferma.

A_figura70.jpg Chiude la finestra.

Nota:Quando si eseguono le funzioni A_figura65.jpg , A_figura67.jpg e A_figura68.jpg che comportano il cambio del progetto in corso, prima di effettuare lo switch di contesto viene salvato automaticamente il file di configurazione aperto in precedenza.

4.1.8 Start action …

L’opzione File => Start action… è attivabile solo dal menù principale e consente di impostare la modalità di inizializzazione del progetto che segue alla fase di caricamento del progetto (all’inizio o durante le fasi di caricamento esplicito da menù File => Project).

A_figura71.jpg

Figura 38 - Finestra Start Action

Il campo Charge file at start-up si riferisce alla possibilità di effettuare automaticamente la lettura dell’ultimo file di tipo GRID caricato nel progetto (nome salvato in <progetto>.ini, chiave FILINP).

Solo qualora nel campo precedente sia stato selezionato Yes , con Start action è possibile impostare l’azione che segue immediatamente il caricamento del file:

  • None può essere usato per non effettuare alcuna azione
  • Last Graph per l’effettuazione dell’ultimo grafico realizzato
  • Animation forza la partenza con l’ultima sequenza animata impostata.

4.1.9 Load Config …

Il comando File => Load Config… è selezionabile solo dal menù principale e viene utilizzato per caricare un file <config> salvato in precedenza con uno dei comandi Save Config o Save Config as...

Viene aperta una finestra di selezione file in cui il valore pre-impostato è pari al nome del file di configurazione in corso. In genere si tratta del file <project>.ini

L’utente può selezionare un nuovo file e, in tal caso, AVISU verrà resettato in base al contenuto del nuovo file di configurazione: a seguito del caricamento possono cambiare le impostazioni dei menù, i flag dell’interfaccia e i nomi dei files di input utilizzati.

A seguito del caricamento viene modificata anche l’intestazione della finestra che riporta sia il nome del progetto che il file di configurazione usato, come mostrato in Figura 37.

4.1.10 Save Config

Il comando File => Save Config è selezionabile solo dal menù principale.

Effettua il salvataggio della configurazione attuale di AVISU nel file di configurazione il cui nome è visibile nel titolo della finestra in (Figura 37). Il salvataggio avviene nella directory di progetto <AVISU_DIR>\<project>.

Prima di completare l’operazione viene richiesta conferma come mostrato in Figura 39 .

A_figura72.jpg

Figura 39 - Finestra per la conferma di salvataggio del file di configurazione

4.1.11 Save Config as …

Il comando File => Save Config as… è selezionabile solo dal menù principale.

Effettua il salvataggio del file del progetto in corso, in genere <project>.ini, in un nuovo file di cui l’utente deve fornire il nome attraverso l’usuale finestra di selezione del file, specificando l’estensione .ini (Figura 40 ).

A_figura73.jpg

Figura 40 - Finestra di selezione del nome del file di configurazione da salvare

Anche l’intestazione della finestra (Figura 40 ) viene modificato con il nuovo nome del file di configurazione.

A_figura74.jpg

Figura 41 - Finestra conferma salvataggio Config

Il file salvato in questo modo può essere caricato in un secondo tempo con il comando File => Load Config… .

Attenzione: tra i parametri salvati nel file di configurazione vi è anche il nome del progetto, per cui, ogni successiva operazione di Load Config del file salvato con il comando Save as..., re-imposta anche il nome del progetto e di conseguenza la directory di lavoro. E’ consigliabile quindi non salvare il file di configurazione in altre directory che non siano quella di progetto.

4.1.12 Resetm

Il comando File => Reset è selezionabile solo dal menù principale.

Questa operazione viene utilizzata per riportare AVISU allo stato iniziale: la memoria viene azzerata e viene caricato il progetto iniziale.

4.1.13 Exit

Il comando File => Exit è selezionabile solo dal menù principale.

Effettua l’uscita da AVISU. Quando attivato, sullo schermo appare il messaggio di conferma di Figura 42.

A_figura75.jpg

Figura 42 - Messaggio di richiesta salvataggio file di configurazione prima dell’uscita da AVISU

Premendo Yes, prima di uscire, verranno salvate le impostazioni correnti nell’ultimo file di configurazione <config> aperto e, nella cartella di progetto ad esso relativo, <AVISU_DIR>\<project>, verranno salvate le tabelle dei colori, color_ranges.dat, color_partic.dat, color_cartog.dat.

Inoltre una copia di <config> verrà salvato anche come <AVISU_DIR>\avisu1.ini, per far sì che, al riavvio di AVISU, venga caricato automaticamente lo stesso progetto <project>.

Il pulsante No, permette di uscire senza salvare le impostazioni dell'interfaccia nel file di configurazione annullando anche eventuali modifiche fatte alle tabelle dei colori. Viene tuttavia salvato, come nel caso di Yes, il nome del progetto in modo tale da riaprirlo al successivo riavvio di AVISU.

Con Cancel l’uscita viene annullata.

Nota: La chiusura di AVISU avviene in ogni caso dopo la pressione di uno dei due pulsanti Yes e No. Se, al contrario, non si volesse effettuare la terminazione, si può selezionare Cancel oppure chiudere la finestra del messaggio cliccando suA_X.jpg.

Quando, durante la sessione di lavoro, vengono caricati file GRID con campi di cui non esisteva nessuna color-table nel file color_ranges.dat (Fig. 6.3.1), AVISU inserisce nella tabella dei colori in memoria delle color-table di default. In tal caso, quando viene eseguito il comando File => Exit, può comparire una nuova finestra che chiede se si vogliono conservare le nuove impostazioni salvandole nel file, come mostrato in Figura 43.

A_figura76.jpg

Figura 43 - Messaggio di richiesta salvataggio delle nuove color-table prima dell’uscita da AVISU

4.2 Options

Il menù Options comprende tutte le funzioni che comportano modifiche di files o flag di configurazione del progetto.

A_figura77.jpg

4.2.1 Modify Grid Colors

Si attiva direttamente dal menù principale con il comando Options => Modify Grid Colors, oppure dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

Una volta caricato un file GRID (Par. 3.2.1), questo comando può essere richiamato per modificare la palette di colori utilizzata per la grafica dei campi del file di tipo GRID (Par. 6.1.1).

Questa funzione permette di operare modifiche al file dei colori denominato color_ranges.dat (Par. 6.3.1) che si trova nella directory di progetto.

Dopo aver selezionato il comando, appare una finestra che consente di effettuare diverse operazioni sulla scala di colori utilizzata per la variabile in corso di utilizzazione (Figura 44).

A_figura78.jpg

Figura 44 - Finestra di modifica della scala di colori di una variabile GRID

Nella parte superiore della finestra sono presenti tutti i 256 colori disponibili, ognuno associato ad un’etichetta numerica. Cliccando con il mouse in una cella di questa griglia, il campo Selected color sottostante viene colorato come la cella selezionata e mostra il numero ad essa relativo (ad esempio l’etichetta 0 corrisponde al Nero, mentre l’etichetta 255 corrisponde al Bianco).

Sotto la palette dei colori sono visualizzate due righe di informazioni non modificabili (campi di colore azzurro):

  • Variable indica il nome della variabile così come riportato nella lista di selezione ed è lo stesso nome letto dal file GRID
  • Unit M. è l’unità di misura dei valori plottati, letta dal file GRID
  • Minimum e Maximum sono rispettivamente il minimo e il massimo valore assunto dalla variabile dell’intera matrice 3D dei dati (o 2D se la variabile è bi-dimensionale)

Nei campi successivi di colore bianco, modificabili dall’utente, si possono effettuare le variazioni necessarie al cambio della palette associata a Variable :

  • Alias Name è un campo di testo che permette di cambiare il nome della variabile che compare in fondo alla barra dei colori e sostituirà il nome Variable
  • Alias Unit è l’unità di misura da visualizzare in fondo alla barra dei colori e sostituirà Unit M .
  • Color Number for Color Scale (max 20) indica quanti livelli di colore sono utilizzati nella scala sottostante. Si può modificare il numero di livelli (da un minimo di 1 ad un massimo di 20) digitando il numero desiderato direttamente e confermando la scelta con <Invio>.
A_figura79.jpg

La pressione del pulsanteA_figura80.jpg, posto

immediatamente di seguito , permette di copiare la palette dei colori da un’altra variabile tra quelle definite in color_ranges.dat: per fare ciò occorre selezionare dalla lista un valore e quindi premere il pulsanteA_figura81.jpg. In questo modo viene modificato il contenuto di Color Number for Color Scale e la riga dei codici di colore Color nella tabella sottostante (Figura 45). Con la pressione del pulsanteA_figura82.jpg, si annulla la modifica effettuata

La tabella presente nella parte inferiore della finestra riporta la scala di colori utilizzata per plottare il grafico nell’area grafica principale.

A_figura83.jpg

Figura 45 - Scala dei colori del grafico

Ogni colonna (da un minimo di 1 ad un massimo di 20) rappresenta un livello della scala, e per ogni livello della scala è definito un minimo, un massimo ed un colore (l’etichetta numerica del colore) associato ai valori della variabile compresi tra il minimo e il massimo. L’utente può modificare il limite inferiore e superiore di ciascun livello, così come il colore associato a tutti i valori della variabile compresi in quel livello. È sufficiente digitare il numero desiderato nella apposita cella della tabella, e fare click con il mouse all’interno di un’altra cella della tabella.

Attenzione: quando si effettua una modifica dei limiti o del colore di un livello, ricordarsi sempre di fare click in un’altra cella della tabella per rendere attiva l’ultima modifica apportata.

In alternativa alla modifica manuale di ciascun valore di scala, l’utente può utilizzare i pulsanti sottostanti che effettuano impostazioni automatiche della scala:

A_figura84.jpg Scalatura lineare tra Minimum e Maximum
A_figura85.jpg Scalatura lineare tra Minimum(1) e Maximum(Number Color Scale)
A_figura86.jpg Scalatura esponenziale crescente tra Minimum(1) e Maximum(Number Color Scale)

Tabella 2 - Impostazioni scala dei colori

Per la prima di queste modalità non è richiesta nessuna operazione preliminare mentre per le altre due è necessario aver fissato il minimo ed il massimo dell’intera scala, operazione che si effettua cambiando il valore Minimum(1) della classe 1(Tablemin (1)) e Maximum[N] dell’ultima classe definita (Tablemax(Number Color Scale)).

Premendo il pulsanteA_figura84.jpg, AVISU assegna automaticamente al minimo del primo livello ed al massimo dell’ultimo livello della scala, rispettivamente, il minimo valore assunto dalla variabile ed il massimo valore assunto dalla variabile nell’intero dominio, come riportati nei campi Minimum e Maximum (in Figura 44 sono 0 ed 107.761). Quindi utilizza il numero di livelli Color Number for Color Scale (max 20), per definire automaticamente anche il limite minimo Tablemin(i) e massimo Tablemax(i) di ciascun livello in modo da ottenere una scala di intervalli contigui e con la medesima ampiezza.

F_formula1.jpg

Il pulsanteA_figura85.jpg, opera in modo analogo al pulsante precedente ma utilizzando per i limiti di scala Tablemin(1) e Tablemax(Number Color Scale): in base a questi valori si assegnano automaticamente il limite minimo e massimo di ciascun livello in modo tale che siano tutti contigui e ciascuno di essi sia caratterizzato dalla medesima ampiezza.

F_formula2.jpg

Il pulsanteA_figura86.jpgpuò essere usato in alternativa al pulsante Table min-max, qualora il range dei valori sia molto ampio e si vogliano ampiezze di intervalli via-via crescenti tra il minimo e il massimo assegnati in tabella.

F_formula3.jpg

In modo analogo ai limiti di scala, l’utente può usare un comando che rende automatica la scalatura dei livelli di colore: il pulsante A_figura87.jpgassegna automaticamente un colore a ciascuno dei livelli attribuendo a ciascuno di essi un’etichetta numerica compresa tra quella del primo e quella dell’ultimo livello, in modo tale che le etichette risultino equi-distanti tra di loro. Anche in questo caso è l’utente che deve assegnare preventivamente il valore alla prima classe di colore Color(1) e all’ultima Color[Number Color Scale].

F_formula4.jpg

Impostando un valore negativo nelle celle Color , è possibile escludere una o più classi di valori dal plottaggio nell’area grafica principale

A_figura88.jpg

Figura 46 - Es. Esclusione classi valore di plottaggio

Questa scelta porta all’esclusione della classe di colore sia nel grafico che nella colorbar a lato del grafico, come mostrato in Figura 47.

A_figura89.jpg(a) A_figura90.jpg(b)

Figura 47 - Sezione 2D Representation di un campo di velocità del vento in cui è stata esclusa dal plottaggio la classe da 6 a 8 m/s: a) Filled contoured Areas b) Filled blocks

N.B. Quando il plottaggio è di tipo “Filled contoured Areas”(vedi par.3.6.4), ai bordi delle aree non colorate rimane un alone dovuto all’interpolazione, effetto assente nel plottaggio di tipo “Filled blocks”.

Una volta che l’utente ha effettuato tutte le operazioni desiderate sulla scala cromatica, definendone limiti dei livelli e colori, per applicare la nuova scala alla rappresentazione del campo visualizzato nell’area grafica principale, è sufficiente fare click sul pulsanteA_figura81.jpg: in questo modo la nuova tabella di colori viene salvata in memoria temporaneamente e il grafico dell’area grafica principale viene ri-eseguito; il salvataggio eventuale di questa stessa tabella modificata nel file color_ranges.dat, viene effettuato solo alla chiusura della finestra con il pulsanteA_figura91.jpg.

Il pulsanteA_figura92.jpgripristina le impostazione iniziali, corrispondenti all’apertura della finestra: tutte le modifiche apportate al numero dei livelli, ai limiti degli stessi ed ai colori assegnati vengono perduti. Il pulsanteA_figura70.jpgchiude la finestra senza salvare le modifiche. Nel caso in cui siano state apportate delle modifiche alla scala di colori, appare una maschera che chiede all’utente di confermare l’uscita senza salvataggio (Figura 48).

A_figura93.jpg

Figura 48 - Messaggio di conferma dell’uscita con CANCEL

Se l’utente conferma la scelta effettuata, la finestra viene chiusa e le modifiche non vengono salvate.

Il pulsanteA_figura91.jpg chiude la finestra dei colori, salvando le modifiche apportate alla scala di colori nel file color_ranges.dat, senza chiedere ulteriore conferma.

4.2.2 Modify Particle Colors

Il comando Options => Modify Particle Colors è selezionabile solo dal menù principale.

Una volta caricato un file PARTIC (Par. 4.1.2), questo comando viene richiamato per modificare la palette di colori utilizzata per la grafica delle particelle del file di tipo PARTIC (Par. 6.1.2).

Questa funzione consente di operare modifiche al file dei colori denominato color_partic.dat (Par. 6.3.2) che si trova nella directory di progetto ed è attivabile a seguito del caricamento del file e del plottaggio di almeno un frame di particelle.

La funzione ha le stesse caratteristiche di quella descritta nel Par. 4.2.1, ma opera modifiche alla palette della variabile utilizzata per la colorazione delle particelle, scelta come parametro in Options => Modify Particle Parameters, sezione Particles colored by (Par. 4.2.3).

A_figura94.jpg

Figura 49 - Finestra di modifica della scala di colori della variabile usata per colorare le particelle di un file PARTIC

Come mostrato in Figura 49 i campi descrittivi e modificabili hanno lo stesso nome di quelli della funzione Modify Grid Colors (Figura 44). Per la spiegazione dell’utilizzo di questa funzione si rimanda perciò al Par. 4.2.1.

4.2.3 Modify Particle Parameters

Il comando Options => Modify Particle Parameters è selezionabile solo dal menù principale.

Una volta caricato un file PARTIC (Par. 3.2.2), questo comando viene utilizzato per modificare i parametri di visualizzazione delle particelle. Dopo aver selezionato il comando a partire dal menù principale, appare una finestra che consente di effettuare diverse operazioni sui parametri utilizzati per la visualizzazione delle particelle (Figura 50).

A_figura95.jpg

Figura 50 - Finestra per la definizione dei parametri di visualizzazione delle particelle caricate dal file PARTIC

Nella parte superiore della finestra viene indicato il percorso ed il nome del file di particelle visualizzato. Subito sotto, nell’area Selected particles sequence è presente l’indicazione sulla posizione della scadenza temporale di particelle visualizzata all’interno dell’intera sequenza di scadenze temporali del file PARTIC caricato (Par. 3.2.2). Nell’area Number of particle sequence è invece indicato il numero di scadenze temporali visualizzate contemporaneamente (Par. 3.4.2) nell’area grafica principale.

Nella parte sinistra della finestra, all’interno dell’area Particles colored by, l’utente ha la possibilità di selezionare, utilizzando un check box, il criterio in base al quale desidera vengano colorate le particelle nella visualizzazione. Sono disponibili 5 modalità di colorazione, riassunte nello schema seguente:

Sigma heightIn base alla quota SIGMA delle particelle
Zeta heightIn base alla quota espressa in metri delle particelle
Source numberIn base al numero della sorgente emissiva
AgeIn base all’”età” delle particelle espressa in secondi
Concentration of specie number nIn base alla concentrazione di particelle appartenenti ad una determinata specie, per ogni specie considerata nel file PARTIC output di SPRAY (in Figura 50 sono presenti 5 specie)

Tabella 3 - Criteri di colorazione delle particelle

Nella parte destra della finestra invece l’utente ha la possibilità di restringere il range di visualizzazione delle particelle intervenendo su quattro fattori differenti:

Height Range (S)In base alla quota SIGMA
Height (Z)In base alla quota espressa in metri
X RangeIn base alla coordinata X
Y RangeIn base alla coordinata Y

Tabella 4 - Range di visualizzazione delle particelle

E’ sufficiente intervenire sul minimo o sul massimo (o su entrambi) tramite le barre di scorrimento in modo tale da eliminare dalla visualizzazione le particelle che sono al di fuori del range selezionato.

Con il campo Horizontal thickness for vertical sections in meters (<=0 not apply) è possibile modificare lo spessore dello strato di particelle da plottare nel caso di sezioni verticali: il valore 0, disabilita la funzione, per cui, in caso di sezione verticale verranno utilizzate tutte le particelle le cui coordinate ricadono all’interno dei range definiti sopra. Qualora invece il campo sia settato con un valore positivo, oltre ai controlli sui range, vengono selezionate solo le particelle la cui distanza dalla sezione prescelta non supera il valore qui definito.

Nella parte inferiore sinistra della finestra, infine, nell’area Sources, l’utente ha la possibilità di selezionare le sorgenti emissive di provenienza per le quali desidera visualizzare le particelle. Utilizzando un checkbox, può innanzitutto decidere tra due possibilità:

All sourcesVisualizza le particelle provenienti da tutte le sorgenti emissive presenti all’interno del dominio
Selected sourcesVisualizza le particelle provenienti dalle sole sorgenti selezionate facendo click sul numero delle sorgenti desiderate presenti nella piccola area a fianco del check box (in Figura 50 sono state selezionate le sorgenti 2,3,4,5)

Tabella 5 - Sorgenti di provenienza emissione particelle

Con il pulsanteA_figura81.jpg, l’area grafica principale viene immediatamente riaggiornata secondo i parametri configurati. In Figura 51 è presente la rappresentazione di un insieme di particelle colorate in base all’altezza SIGMA in sovrapposizione al campo di vento.

Il pulsanteA_figura70.jpg permette di chiudere la finestra.

A_figura96.jpg

Figura 51 - Rappresentazione di un insieme di particelle in funzione della quota SIGMA

4.2.4 Modify Cartography

Il comando Options => Modify Cartography è selezionabile solo dal menù principale.

Una volta caricato un file CARTOG (Par. 3.2.3), questo comando viene utilizzato per modificare i parametri di visualizzazione degli elementi cartografici. Dopo aver selezionato il comando a partire dal menù principale, appare una finestra che consente di effettuare diverse operazioni sui parametri utilizzati per la visualizzazione degli elementi cartografici (Figura 52).

Questa funzione consente di operare modifiche al file dei colori denominato color_cartog.dat che si trova nella directory di progetto (Par.3.1).

A_figura97.jpg

Figura 52 - Finestra per la modifica dei parametri di visualizzazione degli elementi cartografici

La prima riga riporta il numero di classi cartografiche lette dal file color_cartog.dat (Number of cartographic classes), le restanti righe corrispondono invece alle caratteristiche di ciascuna classe cartografica.

Class name riporta il nome identificativo della classe. Questa etichetta è quella che deve trovarsi anche nel file cartografico CARTOG come nome identificativo primario PNAME (vedere Par. 6.1.3). Si tratta di un campo modificabile dall’utente per poter adattare le classificazioni di color_cartog.dat al file CARTOG letto in precedenza: gli elementi di quest’ultimo file con PNAME diverso dalle classificazioni di Class name, vengono riportate in questa stessa finestra in una lista al di sotto della scritta # Unclassified n dove n è il numero di classi non trovate. Per poter includere queste classi nel file color_cartog.dat, l’utente può allora modificare interattivamente il nome di una delle classi ‘vuote’ ossia prive di elementi in # Elements e poi confermare con il pulsante Apply: il contenuto della finestra e della finestra grafica principale viene aggiornato immediatamente in modo da rispecchiare la nuova configurazione.

Nel campo denominato # Elements è riportato il numero di elementi cartografici con PNAME=Class name, letti dal file CARTOG precedentemente caricato.

Il campo Color riporta il codice di colore usato per plottare gli elementi di CARTOG con PNAME= Class name. Il codice è un numero intero del range 0-255, corrispondente ad un valore della palette dei colori di AVISU (Figura 78, pag. 111) : per modificare questo valore è possibile digitare direttamente il codice oppure cliccare nel campo in modo da far apparire una finestra che contiene la palette. A questo punto, selezionando con il mouse una casella della palette, viene da questa prelevato sia il colore che il codice corrispondente utilizzato da AVISU per aggiornare il campo stesso.

Il checkbox Plot, viene utilizzato per escludere il plottaggio di tutti gli elementi di CARTOG con PNAME= Class name.

Il checkbox Fill, è invece utilizzato per il riempimento di tutti i poligoni di CARTOG con PNAME= Class name e definiti di tipo AREA (lunghezza>1).

Il campo Line Size viene utilizzato per lo spessore della linea tracciata, se si applica ai poligoni di CARTOG con PNAME= Class name e definiti di tipo AREA (lunghezza>1) o LINEA (lunghezza<1), mentre indica la dimensione del simbolo associato agli elementi di tipo PUNTO (lunghezza=1)

Il campo Char Size riguarda invece la dimensione del carattere usato per il plottaggio delle stringhe e viene utilizzata per tutti gli elementi di tipo PUNTO (lunghezza=1) e AREA (lunghezza>1): la stringa plottata è in entrambi i casi il nome identificativo secondario SNAME (vedere Par. 6.1.3) e nel primo caso è possibile, anteponendo alla dimensione il segno meno (–), fare in modo che le stringhe vengano allineate a sinistra delle coordinate invece che a destra, oppure si può disabilitarne la scrittura imponendo il valore 0. Nel caso di tipo AREA, la stringa viene scritta al centro del poligono e per evitare che questo avvenga si può agire in due modi: editare il file CARTOG e sostituire l’identificativo SNAME con una stringa nulla (“ “) oppure scrivere 0 in questo campo.

Il campo Symbol è utilizzato per tutti gli elementi di tipo PUNTO (linghezza=1) e serve per plottare, a fianco della stringa, un simbolo. La dimensione del simbolo è determinata dal parametro Line Size, per cui se questi assume valore 0, non verrà plottato nessun simbolo. Il numero scritto in questo campo è un intero compreso fra 0 e 20; il valore del campo può essere aggiornato interattivamente cliccando all’interno del campo: sullo schermo compare una finestra (Figura 53) da cui si può prelevare direttamente il simbolo desiderato, con un click del mouse.

A_figura98.jpg Figura 53 - Finestra di selezione del simbolo usato per gli elementi cartografici di tipo PUNTO

La modifica degli elementi caratteristici di ogni classe viene salvata temporaneamente in memoria e vengono utilizzati immediatamente per il plottaggio se si seleziona il pulsante A_figura81.jpg

Con il pulsante A_figura82.jpg invece vengono invece annullate tutte le modifiche effettuate dall’apertura della finestra.

Il pulsanteA_figura92.jpgsvolge una funzione analoga alla precedente, con la differenza che i valori usati per il ripristino della finestra sono quelli del file color_cartog.dat letto in apertura del progetto e salvato in color_cartog.tmp. In questo caso, prima di procedere, viene chiesta conferma all’utente.

ConA_figura70.jpg, la finestra viene chiusa conservando le modifiche svolte in memoria ma senza effettuare nessun refresh della finestra grafica principale.

Uscendo dalla funzione conA_figura91.jpg, le modifiche vengono salvate nel file color_cartog.dat e la finestra grafica principale viene aggiornata. Anche in questo caso, prima di effettuare il salvataggio, viene chiesta conferma all’utente.

4.2.5 Preferences

Il comando Options => Preferences (Figura 54) consente di variare alcune impostazioni grafiche.

A_figura99.jpg

Figura 54 – Preferences

Linear data transform Y=Factor*x+Offset permette di effettuare una trasformazione lineare dei dati rappresentati nel grafico secondo la formula Y = Factor * VAR + Offset.

Attenzione: la scalatura ha effetto su tutte le variabili plottate dall’impostazione di questi valori in poi, indipendentemente dalla variabile, ed ha effetto solo sul grafico per cui le funzioni di interrogazione di Pointer Action (Par.3.7.1) rimangono inalterate.

Cartographic units definisce l’unità di misura delle coordinate del file CARTOG

User Title permette di aggiungere un titolo personalizzato al grafico, visibile al di sopra di ogni grafico. Con il radiobox A_figura100.jpg è possibile scegliere se salvare o meno l'impostazione di User Title in modo da ripristinarlo ricaricando il progetto. In caso contrario la modifica ha validità solo per la sessione di lavoro in corso.

All’interno del titolo è possibile utilizzare alcune parole-chiave che, al momento dell’esecuzione, verranno sostituite da valori statistici relativi alla matrice dei dati plottati :

Parole chiaveSignificato
%MINValore minimo
%MAXValore massimo
%AVGValore medio
%VMINVelocità minima del vento (solo per campi di vento)
%VMAXVelocità massima del vento (solo per campi di vento)
%VAVGVelocità media del vento (solo per campi di vento)
%NVALNumero dati validi

Tabella 6 – Parole chiave utilizzabili in User Title

Volendo ad esempio scrivere un titolo con valore medio e massimo della mappa , nel campo User Title, dovrà essere digitata la stringa seguente:

VALORE MEDIO %AVG - VALORE MASSIMO %MAX

Alle parole chiave è possibile aggiungere il formato di scrittura dei valori, in modalità analoga al linguaggio FORTRAN. Sono riconosciuti i formati floating F e G e la stringa da aggiungere alla parola chiave deve essere del tipo %Fnn.m% oppure %Gnn.m%. A differenza del formato FORTRAN, tuttavia, la parte decimale verrà scritta omettendo gli zeri finali non significativi e i valori verranno scritti come interi se la parte decimale è nulla.

Volendo ad esempio scrivere il valore massimo con nessuna cifra decimale e il valore medio con 2 cifre decimali, nel campo User Title, dovrà essere digitata la stringa seguente:

VALORE MEDIO %AVG%F7.2% - VALORE MASSIMO %AVG%F7.0%

Il carattere delimitatore % può essere sostituito da # e può essere omesso tra la parola chiave e l'eventuale formato

Ad esempio %AVG%F7.0% può essere scritto anche come %AVGF7.0 oppure #AVGF7.0

In generale sono equivalenti le seguenti scritture:

%XXX%Fnn.m% ---- %XXXFnn.m ---- #XXX#Gnn.m# ---- #XXXGnn.m

Nota Le parole-chiave devono essere digitate in MAIUSCOLO

In Figura 55, viene mostrato un esempio di grafico con titolo personalizzato.

A_figura101.jpg

Figura 55 – Esempio di grafico con titolo personalizzato

4.2.6 Debug Messages

L’opzione Options => Debug Messages è attivabile solo dal menù principale e attiva/disattiva la visualizzazione di messaggi di debug nella finestra dei messaggi (Par. 2.3).

La sua disattivazione rende più veloci le fasi di caricamento dati dai files e realizzazione dei grafici. Può essere utilizzato in abbinamento a Options => Journal File per produrre il file di log della sessione, in modo da rendere più agevole la ricerca di eventuali errori.

Quando l’opzione è attivata, il tipo di messaggi dipende dall’impostazione dell’opzione Options => Message level (Par.4.2.7).

4.2.7 Message level

L’opzione Options => Message level è attivabile solo dal menù principale e permette di scegliere fra quattro differenti livelli di stampa dei messaggi di debug nella finestra dei messaggi (Par. 2.3).

A_figura102.jpg

Il livello 0 corrisponde a Debug Messages disattivato, mentre i successivi tre livelli sono di dettaglio via-via più elevato.

4.2.8 Journal File

L’opzione Options => Journal File è attivabile solo dal menù principale e attiva/disattiva la scrittura del file di log AVISU1.JOU nella directory <AVISU_DIR>, contenente il dettaglio dei comandi eseguiti nella sessione PV-WAVE lanciata con AVISU. Il file viene rigenerato ogniqualvolta si attiva la funzione.

Se usato in abbinamento alla Options => Debug Messages , nel file di log della sessione, vengono replicati gli stessi messaggi della finestra dei messaggi (Par. 2.3).

4.2.9 Display Information

L’opzione Options => Display Information è attivabile solo dal menù principale e attiva/disattiva la visualizzazione di messaggi informativi di tipo pop-up che compaiono al di sopra dell’area grafica principale quando si eseguono operazioni di lettura file, selezione scadenza, ecc.

4.2.10 Pointer Motion

L’opzione Options => Pointer Motion è attivabile solo dal menù principale e attiva/disattiva l’aggiornamento continuo delle finestre aperte con le funzioni Pointer Action (Par. 3.7.1).

Se l’opzione è disattivata, per l’aggiornamento delle finestre Pointer Data (Par. 3.7.1.2), Pointer Graph (Par. 3.7.1.3), Pointer Area (Par. 3.7.1.4), o dei campi di 2D Pointer value, l’utente può solo cliccare nel punto prescelto o digitare le coordinate nel campo apposito di 2D Pointer value (nell’angolo in basso a destra dell’interfaccia grafica di AVISU).

Quando questa opzione è attiva, invece, trascinando il mouse nell’area grafica principale, avviene un aggiornamento continuo delle finestre.

4.2.11 LITTLE Endian

L’opzione Options => Little Endian è attivabile solo dal menù principale e attiva/disattiva la possibilità di leggere file binari in formato Little Endian (default per i Sistemi Operativi MS Windows)

4.2.12 Change font

Il comando Options => Change font (Figura 56) consente di personalizzare i caratteri delle descrizioni di ogni grafico.

L’opzione ha effetto solo sull’aspetto grafico mostrato sul video, ma non sulle stampe o i file bitmap esportati.

A_figura103.jpg

Figura 56 - Change font

4.3 Display

Il menù Display comprende tutte le funzioni che introducono a funzioni grafiche o modificano i flag di visualizzazione.

A_figura104.jpg

4.3.1 Instruments

Il comando Display => Instruments è attivabile solo dal menù principale.

Fa comparire sullo schermo una barra di comandi, il cui contenuto è simile a quello del menù contestuale. È utile nel caso di attivazione della funzione di zoom (Par. 4.5), perché in tal caso il menù contestuale è disattivato.

A_figura105.jpg

Figura 57 - Barra dei comandi di Instruments

4.3.2 Animation tool

Il comando Display => Animation tool è attivabile solo dal menù principale.

Consente di visualizzare l’animazione generata con il commando Animate (Par.4.9) e di esportarne le immagini sotto forma di bitmap. Viene abilitato solo a seguito della realizzazione di una sequenza animata.

Dopo aver selezionato il comando, appare una finestra che permette di effettuare diverse operazioni per realizzare un’animazione della sequenza di immagini (Figura 58).

A_figura106.jpg

Figura 58 - Finestra di visualizzazione dell’animazione salvata

Nella finestra viene inizialmente visualizzata l’immagine della prima scadenza temporale del file GRID caricato dall’animazione.

Nella parte in alto a sinistra della finestra sono presenti 3 pulsanti: A_figura107.jpg.

Il pulsanteA_figura108.jpgpermette l’avvio dell’animazione, scorrendo le immagini a partire dalla prima (prima scadenza temporale del file GRID caricato) fino all’ultima (ultima scadenza temporale del file GRID caricato).

Il PulsanteA_figura109.jpgpermette l’avvio dell’animazione, scorrendo però le immagini in senso inverso, ovvero a partire dall’ultima (ultima scadenza temporale del file GRID caricato) fino alla prima (prima scadenza temporale del file GRID caricato).

Il pulsanteA_figura110.jpgarresta immediatamente l’animazione, a qualunque stadio essa sia.

Nell’area immediatamente sottostante i pulsanti appena descritti, l’utente può attivare con un click il tipo di animazione desiderata fra le possibili. Vi sono 3 modalità di animazione disponibili:

  1. Auto Stop: L’animazione scorre tutte le immagini costituenti la sequenza delle scadenze temporali del file GRID caricato (dalla prima all’ultima o dall’ultima alla prima, a seconda del pulsante selezionato) e si arresta dopo il primo ciclo (settato come default).
  1. Continuous: L’animazione scorre tutte le immagini costituenti la sequenza delle scadenze temporali del file GRID caricato (dalla prima all’ultima o dall’ultima alla prima a seconda del pulsante selezionato) senza arrestarsi, ovvero terminato il primo ciclo lo esegue nuovamente e così via.
  1. Step: L’animazione consiste nello scorrimento di una sola immagine (in avanti o indietro a seconda del pulsante selezionato) e nel seguente arresto.

Lo strumentoA_figura111.jpg, se attivato, fa in modo che, quando un’animazione arriva al termine, l’animazione proceda a ritroso dall’ultima immagine alla prima.

Lo strumentoA_figura112.jpgpuò essere utilizzato dall’utente, per i primi due tipi di animazione (Auto Stop e Continuous), per selezionare l’intervallo che intercorre durante l’animazione tra una immagine e l’immagine successiva. L’unità di misura del Timer Delay è millisecondi, ed è possibile per l’utente variare l’intervallo tra una immagine e l’altra da un minimo di 100 millisecondi ad un massimo di 1000 millisecondi (in altri termini da un decimo di secondo ad un secondo).

Durante lo scorrere di un’animazione, lo strumento A_figura113.jpgindica all’utente quale immagine, tra quelle costituenti l’animazione, è visibile ad un determinato istante. Il suo cursore, quando l’animazione invece non è attiva, può essere utilizzato dall’utente per scorrere le immagini.

Il pulsante A_figura114.jpg consente all’utente di effettuare un’esportazione di tutte le immagini costituenti un’animazione. Compare la finestra di selezione di Figura 59, con la quale l’utente può scegliere il formato, il percorso e/o il prefisso dei nomi dei file che verranno generati.

I nomi dei files vengono generati in modo automatico, appendendo al nome scelto qui, un numero di sequenza da 0 (corrispondente alla prima immagine in sequenza) ad N-1 (N=numero di immagini totali della sequenza).

A_figura115.jpg Figura 59 - Finestra export delle immagini di una sequenza animata

Con il pulsanteA_figura116.jpg è possibile modificare il percorso ed il prefisso del nome file.

Dopo la pressione del pulsanteA_figura117.jpg, parte l’esportazione di tutti i frame grafici della sequenza animata. I nomi dei files compaiono nella barra di stato in fondo alla finestra.

Se i files erano già esistenti, viene chiesta conferma di ri-scrittura (Figura 60).

A_figura118.jpg

Figura 60 - Finestra di conferma ri-scrittura dei files esportati

Il pulsanteA_figura70.jpgeffettua la chiusura della finestra.

Nota: Le modifiche effettuate qui al percorso dei files e al tipo di file verranno conservati a livello globale e utilizzate in tutte le esportazioni bitmap di AVISU.

4.3.3 Orography

Il comando Display => Orography è selezionabile dal menù principale e dall’area di controllo superiore in corrispondenza del checkboxA_figura119.jpg.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio delle curve di isovalore orografico (vista ORIZZONTALE, XY) o profilo altimetrico (vista verticale XZ e YZ), in contemporanea alla variabile selezionata.

4.3.4 Cartography

Il comando Display => Cartography è selezionabile dal menù principale e dall’area di controllo superiore in corrispondenza del checkboxA_figura120.jpg.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio degli elementi cartografici ed ha effetto solo nella vista ORIZZONTALE, XY.

4.3.5 Particle

Il comando Display => Particle è selezionabile dal menù principale e dall’area di controllo superiore in corrispondenza del checkboxA_figura121.jpg.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio delle particelle.

4.3.6 Grid

Il comando Display => Grid è selezionabile dal menù principale e dall’area di controllo superiore in corrispondenza del checkboxA_figura122.jpg.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio del grigliato di calcolo in ogni grafico prodotto: questa funzione consente, specie se usata con la finestra di Zoom aperta, una migliore esplorazione dei dati di origine.

A_figura123.jpg

Figura 61 - Finestra di Zoom con checkbox Grid attivato.

4.3.7 Data Interpolation

Il comando Display => Data Interpolation è selezionabile dal menù principale e dall’area di controllo superiore in corrispondenza del checkboxA_figura124.jpg.

È utilizzato per abilitare/disabilitare l’interpolazione dei dati sia nella fase di selezione della sezione che nella selezione del punto effettuata in fase di Interrogazione con mouse.

Se disattivato, in caso di interrogazione della mappa con il mouse, viene restituito il valore nel vertice di griglia più vicino al punto cliccato.

4.3.8 Orography and wind

Il comando Display => Orography and wind è selezionabile esclusivamente dal menù principale.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio dell’orografia sotto forma di aree di isocolore al di sotto del campo di vento.

N.B. Se attivato contestualmente al comando Display => Wind and scalar questo comando (Par. 4.3.10), viene ignorato.

4.3.9 Cartography below

Il comando Display => Cartography below è selezionabile esclusivamente dal menù principale.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio degli elementi cartografici al di sotto dei campi delle variabili selezionate, in particolare con mappe di isocolore.

4.3.10 Wind and scalar

Il comando Display => Wind and scalar è selezionabile esclusivamente dal menù principale.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio del campo scalare 3D congiuntamente al campo di vento.

N.B. Se attivo il flag, plottando un campo di vento, la colorbar evidenziata è quella della variabile scalare 3D plottata e non quella della variabile usata per colorare le frecce.

4.3.11 Bitmap background

Il comando Display => Bitmap background è selezionabile dal menù principale e dall’area di controllo superiore in corrispondenza del checkboxA_figura125.jpg.

È utilizzato per abilitare/disabilitare il plottaggio dell’immagine di sfondo precedentemente caricata (Par. 3.2.4) ed ha effetto solo nella vista ORIZZONTALE, XY.

4.4 Redraw

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

Questo comando può essere utilizzato per rinfrescare il contenuto dell’area grafica principale oppure, dopo una modifica della coordinata di estrazione (Par. 3.5.2) o delle impostazioni grafiche (Par. 3.6), per effettuare un nuovo grafico.

4.5 Zoom

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

A seguito della sua attivazione, compare prima la finestra Zoom con la richiesta di premere il pulsante destro del mouse nell’area grafica principale per selezionare il centro dello zoom (Figura 62).

A_figura126.jpg

Figura 62 - Finestra ZOOM nello stato iniziale

Esaudita tale richiesta, la stessa finestra viene utilizzata per il grafico dell’area di zoom, mentre nell’area grafica principale compare un riquadro giallo per tener traccia della zona oggetto di ingrandimento (Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.).

A_figura127.jpg

Figura 63 - Finestra di ZOOM aggiornata con una fattore di scala 4

I fattori di zoom selezionabili sono: da 1 (dimensioni normali) fino a 20 e poi, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 60, 70, 80, 100 (ingrandimento massimo).

L’utente può modificare il livello di zoom, agendo sulle piccole frecce di scorrimento presenti nell’area zoom factor. Quindi, cliccando due volte sul fattore di ingrandimento selezionato (nell’esempio 4) oppure usando il pulsante A_figura128.jpg, la finestra di zoom viene aggiornata al nuovo livello di ingrandimento.

Il centro dell’area di zoom può essere spostato solo utilizzando il tasto destro del mouse direttamente nell’area grafica principale: la finestra di zoom viene automaticamente aggiornata così come la posizione del riquadro giallo nell’area grafica principale.

Tutte le azioni di interrogazione di Pointer Action descritte in dettaglio nel paragrafo 3.7.1 possono essere effettuate anche all’interno della finestra di zoom, cliccando direttamente sull’area grafica zoomata.

Facendo click sul pulsanteA_figura56.jpg, è possibile ottenere una stampa della finestra. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Print del menù principale (Par. 4.7)

Facendo click sul pulsanteA_figura129.jpg, è possibile ottenere l’esportazione della finestra in un file bitmap. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Export del menù principale (Par. 4.8)

Facendo click sul pulsanteA_figura130.jpg, è possibile ottenere un’animazione delle immagini corrispondenti alle scadenze temporali del file GRID caricato. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Animate del menù principale (Par. 4.9).

Se la barra degli strumenti viene attivata (Par. 4.3.1), la funzione Information visualizza informazioni relative all’ultima matrice dei dati utilizzata per la grafica, quindi si riferisce all’area zoomata se questa è stata eseguita per ultima.

Attenzione: quando è attivata la finestra di zoom, il menù contestuale dell’area grafica principale è disabilitato e viene ripristinato alla sua chiusura.

4.6 Maximize

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

Alla sua selezione segue la creazione di una finestra che ripropone il grafico dell’area grafica principale, in forma espansa, per una migliore visualizzazione.

4.7 Print

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

Quando se ne richiede l’esecuzione, appare una finestra di selezione stampante (Figura 64).

A_figura131.jpg

Figura 64 - Finestra di selezione stampante

Per ottenere la stampa occorre cliccare sul tipo di stampante desiderato. Dopodiché, a seconda della selezione svolta, può comparire un’ulteriore richiesta per la scelta del Manuale Utente AVISU Pagina 90 dispositivo di stampa (Windows Printer) oppure, senza ulteriori passaggi, si ottiene direttamente la stampa.

Con questa funzione, oltre alla stampa diretta, è di fatto possibile ottenere una esportazione su file grafico in formato Windows metafile (.WMF) o Postscript (solo per grafici). La selezione di questa tipologia non produce stampa ma file, che l’utente può trovare nella directory del progetto\<project> ed il cui nome è del tipo avisu_tipo.ext con tipo= eps, psp, wmf, wpr, ps, psbw (come scritto nel file stampanti.dat) e con ext= wmf, ps, eps.

Attenzione: in ambiente Windows, la stampa viene prodotta utilizzando il programma di sistema NOTEPAD.EXE..

4.8 Export

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

Il comando Export consente l’esportazione del grafico nell’area grafica principale in un file di tipo bitmap.

La sua attivazione è seguita dalla creazione di una finestra che consente di selezionare le caratteristiche dell’esportazione da effettuare (Figura 65).

A_figura132.jpg

Figura 65 - Finestra di selezione caratteristiche esportazione

Nello spazio a sinistra, con intestazione File format, è possibile innanzitutto selezionare il tipo di formato desiderato tra i quattro possibili: GIF, JPEG, PNG, BMP e KML.

Solo in caso di selezione di formato KML, la finestra assume la forma di Figura 66, permettendo all’utente di selezionare due ulteriori parametri (Fuso UTM e trasparenza).

A_figura133.jpg

Figura 66 - Finestra di selezione caratteristiche esportazione, con selezione KML

Per inserire nell’immagine esportata anche l’intestazione, ovvero tutte le informazioni (riguardanti il file di origine, limiti del dominio, variabile rappresentata…) presenti nella parte alta dell’area grafica principale, è necessario selezionare With titles all’interno dell’area di selezione Capture top titles. Selezionando invece Without titles l’immagine viene esportata senza alcuna intestazione.

La risoluzione delle immagini esportate ha un valore di default pari a 600 pixel. E’ possibile aumentare o diminuire tale risoluzione facendo click nel campo Resolution (pixel), digitando la risoluzione desiderata e confermando infine la scelta con <Invio>. Il range dei valori ammessi è 300-2000.

Nel campo File name viene proposto un nome di file generato in modo automatico con un percorso, il nome della variabile visualizzata, la data e l’ora della sequenza del grafico; se il grafico comprende anche uno più frame di particelle, al nome vengono aggiunti anche la data, l’ora iniziale e il numero dei frame di particelle visualizzate.

Con il pulsanteA_figura134.jpg, si effettua l’esportazione della matrice dei dati corrispondente al grafico in formato ASCII per l’import di SURFER: la matrice dei dati viene scritta per righe nel senso W->E. La prima riga corrisponde ai dati posti a SUD, l'ultima ai dati più a NORD. In questo modo l’importazione effettuata con SURFER risulta immediata. Nel caso si voglia ottenere un file con ordine rovesciato delle righe, cioè con prima riga=NORD, si può impostare il flag surfer_mirror a 1 nel file di risorse avisu.ad (Par. 6.2.1).

Il pulsanteA_figura116.jpgpermette di modificare il percorso ed il nome del file da esportare (Figura 67).

A_figura135.jpg

Figura 67 - Finestra di selezione del file di esportazione singola

È consentita sia la modifica del percorso attraverso l’usuale navigazione delle directory che la modifica del nome del file. Non occorre fornire estensione, perché verrà generata nella fase di output in base alla scelta di formato effettuata con File format e corrisponderà a uno dei valori GIF, JPG, PNG, BMP, KML. In alternativa, se viene fornita una estensione qualsiasi, questa verrà rimossa per essere sostituita da quella selezionata.

A_figura117.jpgesegue l’esportazione dall’area grafica principale e chiude la finestra. Se il file era già esistente, viene chiesta conferma prima di sovra-scrivere il file.

A_figura136.jpgla finestra viene chiusa senza che venga eseguita l’esportazione.

Le impostazioni date dall’utente in questa finestra vengono utilizzate anche nella finestra di esportazione multipla delle immagini della sequenza animata (Par.4.3.2).

4.9 Animate

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2), dal menù di Instruments (Par. 4.3.1) Il comando Animate, effettua l’animazione delle immagini corrispondenti alle scadenze temporali del file GRID caricato ed elencate nella lista Grid Time Sequences (Par. 3.2.1). Questa operazione effettua il caricamento in memoria di una sequenza di immagini con eventuale visualizzazione contemporanea nell’area grafica principale.

In seguito le immagini salvate possono essere visualizzate ed esportate sotto forma di bitmap con il comando Display => Animation tool (Par. 4.3.2).

In seguito all’attivazione di Animate, sul video compare la finestra di Figura 68.

A_figura137.jpg

Figura 68 - Finestra per la creazione di una sequenza animata

Le opzioni nella parte superiore della finestra riguardano la modalità di salvataggio in memoria delle immagini.

Nello spazio in alto a sinistra, con Capture top titles, l’utente decide se inserire, in ogni immagine che verrà salvata in memoria, anche l’intestazione presente nella parte alta dell’area grafica principale (With titles) oppure se le immagini non devono contenere intestazioni (Without titles) in modo analogo al comando Export (Par. 4.8).

La visualizzazione dell’animazione nell’area grafica principale verrà effettuata solo quando in, Display on, l’utente sceglie Screen. L’opzione Memory permette di produrre il più velocemente possibile una sequenza animata per la generazione di bitmap.

La risoluzione delle immagini salvate in memoria ha un valore di default pari a 600 pixel. E’ possibile aumentare o diminuire tale risoluzione facendo click nel campo Resolution (pixel):il nuovo valore deve essere digitato e confermato con <Invio> in modo analogo a quanto avviene nella finestra del comando Export (Par. 4.8).

La parte centrale della finestra è occupata da due liste identiche denominate First sequence e Last sequence: con la prima si stabilisce l’inizio e con la seconda la fine della sequenza animata. Con un click del mouse si effettua la selezione, mentre con un doppio click si fa partire l’animazione. Se non vi sono scadenze evidenziate (all’inizio o dopo la pressione del pulsante di Reset), l’animazione verrà effettuata per tutto il periodo dei dati.

Nella parte inferiore della finestra, ci sono i bottoni di controllo della sequenza:

  • il pulsanteA_figura138.jpgeffettua la partenza dell’animazione;
  • il pulsanteA_figura139.jpgconsente di fermare in ogni momento l’animazione;
  • con il pulsanteA_figura140.jpgle liste di selezione vengono azzerate, permettendo in questo modo, se l’elenco di scadenze temporali è molto lungo, di effettuare rapidamente l’animazione di tutte le scadenze;
  • con il pulsanteA_figura141.jpgviene attivata la funzione di esportazione delle immagini salvate durante l’ultima animazione;

A_figura142.jpg

Figura 69 - Finestra di esportazione della sequenza animata

-A_figura143.jpgpermette di chiudere la finestra di Animazione

L’animazione viene fatta partire con il pulsante Start oppure, come detto in precedenza, cliccando due volte sulla scadenza iniziale o finale. Quando l’animazione termina regolarmente, compare il messaggio di Figura 70 e, solo a questo punto, si abilita il comando di menù Display => Animation tool, che prima risultava disabilitato.

A_figura144.jpg

Figura 70 - Finestra di terminazione corretta di una sequenza animata

Se l’animazione viene invece terminata con Stop compare il messaggio di Figura 71.

A_figura145.jpg

Figura 71 - Finestra di segnalazione interruzione di una sequenza animata

4.10 Diagonal

Si attiva direttamente dal menù principale (Par. 2.4.1), dal menù contestuale (Par. 2.4.2) o dal menù di Instruments (Par. 4.3.1).

A seguito della sua attivazione, compare prima la finestra Diagonal con la richiesta di premere il pulsante sinistro del mouse nell’area grafica principale per selezionare la sezione diagonale (Figura 72).

A_figura146.jpg

Figura 72 - Finestra della funzione DIAGONAL nello stato iniziale

A questo punto è’ possibile scegliere fra tre tipi di sezioni agendo sui selettori Profile Type: se si sceglie X o Y, basta cliccare con il mouse in un punto dell’area grafica principale e verrà fatta l’estrazione di una sezione verticale con X costante e Y costante: a seguito di questa scelta sul grafico principale compare una linea rossa che identifica la posizione della sezione diagonale. In questo caso, mantenendo il mouse nella finestra principale, trascinando la linea rossa si sposta e nella finestra Diagonal, si ottiene un vero e proprio effetto di animazione.

Scegliendo Line l’utente deve invece tracciare una linea nell’area grafica principale: con un primo click si definisce il punto iniziale, poi, trascinando il mouse sul grafico, viene tracciata una linea rossa vincolata al punto iniziale; al rilascio del mouse viene effettuata l’estrazione dei dati e la conseguente grafica nella finestra Diagonal (Figura 73).

A_figura147.jpg

Figura 73 - Finestra della funzione DIAGONAL aggiornata con una sezione di tipo Line

Quando la finestra Diagonal è attiva, se vengono modificate opzioni grafiche generali della GUI dalla finestra principale, con il tastoA_figura128.jpgsi ottiene un aggiornamento del grafico qui rappresentato.

Agendo invece suA_figura148.jpgè possibile limitare la coordinata verticale di estrazione: digitando un valore in metri nel campo testuale, verranno estratti, e quindi restituiti graficamente, solo i dati che appartengono ai livelli verticali la cui altezza è inferiore al valore digitato in questo campo. All’inizio il campo è vuoto e, solo a seguito della realizzazione del primo grafico, viene aggiornato con l’altezza del dominio di simulazione, dopodiché l’utente può cambiare questo valore e confermare con <Invio> per consentire la memorizzazione.

ConA_figura56.jpgsi ottiene una stampa della finestra. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Print del menù principale (Par. 4.7)

ConA_figura129.jpg, si ottiene l’esportazione della finestra in un file bitmap. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Export del menù principale (Par. 4.8).2

ConA_figura130.jpg, è possibile ottenere un’animazione delle immagini corrispondenti alle scadenze temporali del file GRID caricato. L’utilizzo di questa funzione è analogo a quello del comando Animate del menù principale (Par. 4.9).

Il menù Help contiene le funzioni Contents e About

A_figura149.jpg

Il comando Contents attiva l’help online, basato su un elenco di contenuti per categoria, un inidice ed un form di ricerca per argomento (Figura 74).

A_figura150.jpg

Figura 74 - Contenuto della finestra Help: Contents

²Attenzione: questa funzione è attivabile solo quando nella finestra grafica principale esiste una sezione orizzontale di un campo tridimensionale.

Il comando About mostra alcune informazioni relative alla versione di AVISU, la versione del SW di terze parti Pv-Wave e la scadenza della licenza (Figura 75).

A_figura151.jpg

Figura 75 - Contenuto della finestra Help: About

5. Utilizzo di AVISU in modalità batch

A partire dalla versione 1.2, è possibile utilizzare AVISU per produrre in modo automatico delle sequenze di bitmap. Per fare questo devono essere effettuate le operazioni seguenti

  • preparare un nuovo progetto
  • utilizzare la procedura AVISUB.BAT con parametro da linea di comando “project”.

5.1 Preparazione del progetto

Per la generazione di bitmap può essere utilizzato un progetto già esistente o creato appositamente. In ogni caso, come prima cosa, occorre aprire AVISU, caricare <project> e il file di configurazione di default <project>.ini.

Attraverso l’interfaccia grafica, devono essere eseguite poi le operazioni seguenti:

  1. Caricamento del file GRID (Par. 3.2.1)
  2. scelta della variabile di cui si vogliono ottenere le bitmap (Par. 3.3)
  3. scelta del tipo di sezione (Par. 3.5.1), se la variabile è 3D
  4. scelta della coordinata di estrazione (Par. 3.5.2) , se la variabile è 3D
  5. impostazione del tipo di grafico (Par. 3.6)

Utilizzando il menù di Export (Par. 4.8):

  1. impostare la tipologia di bitmap
  2. la risoluzione in pixel (modificabile anche con la finestra di Animate, Par. 4.9):
  3. la directory di salvataggio dei files
  4. uscire, senza esportare alcuna immagine

Se si vuole esportare una sequenza limitata di immagini, occorre definire gli estremi della sequenza da produrre. Per far questo si deve utilizzare il menù di Animate :

  1. per esportare tutte le sequenze, è sufficiente cliccare sul pulsante Reset e uscire con Cancel;
  1. altrimenti agire sulla sequenza di inizio e di fine, selezionare il periodo ed eseguire l’animazione come descritto al Par.4.9. In questo modo vengono memorizzati il numero di scadenza di inizio e di fine della sequenza da esportare.

Utilizzando il menù di File => Save Config (Par. 4.1.10), salvare il file di configurazione.

5.2 Lancio della procedura AVISUB

Dopo aver preparato il progetto come descritto al paragrafo precedente, andare nella directory <AVISU_DIR> ed eseguire la procedura di comandi AVISUB.BAT.

Si apre una finestra DOS che mostra la lista dei progetti presenti in <AVISU_DIR>, seguita dalla richiesta del nome del progetto: digitare il nome “project” e poi <Invio>. Dopo aver fornito il nome del progetto, viene chiesto il nome della variabile da graficare: come valore di default viene proposta l’ultima variabile utilizzata con il progetto scelto.

A_figura152.jpg

Figura 76 - Finestra avvio AVISUB

Dopo la digitazione della variabile, parte AVISU e viene eseguita una sessione di tipo Animate e subito dopo l’esportazione delle immagini: nella stessa finestra inizieranno a scorrere una serie di messaggi che notificano la creazione dei files.

A_figura153.jpg

Figura 77 - Finestra log AVISUB

In alternativa alla modalità interattiva la stessa procedura può essere lanciata da una finestra DOS già aperta fornendo i comandi:

cd <AVISU_DIR>

AVISUB.BAT project

Oppure:

AVISUB.BAT project variable

Per interrompere la procedura premere i tasti <Ctrl-C> .

6. Descrizione dei file

Questo capitolo è dedicato alla descrizione dei formati e contenuti file di Input /Output di AVISU.

Sono Input essenzialmente i file dati dell’utente che vengono importati per la visualizzazione.

A questi si aggiungono altri file di Input nella directory di installazione di AVISU <AVISU_DIR>, i file di configurazione del package.

Nella directory di progetto si trovano invece i file di lavoro, che possono essere sia di Input che Output di AVISU, i file di log, generati ad ogni caricamento di file GRID e PARTIC, e file di statistiche, scritti da AVISU ogniqualvolta viene eseguito un nuovo grafico.

6.1 File Dati

Sono considerati file dati i seguenti:

  • file GRID
  • file PARTIC
  • file CARTOG

L’utente ne effettua il caricamento attraverso una finestra che consente l’apertura del file. La loro posizione può essere quindi qualsiasi e non si conoscono restrizioni né sul nome del file né sulla lunghezza del percorso ad essi relativi.

Il nome completo di questi file è memorizzato nel file di configurazione del progetto.

6.1.1 File GRID

Il file GRID è un file binario e contiene, in ordine di scadenza temporale, una serie di campi scalari sotto forma di matrici bi- e/o tri-dimensionali con dati relativi ad una grandezza meteorologica o chimica che varia nello spazio.

A partire dalla versione1.3.3, AVISU è in grado di importare sia files in formato ADSOBINbinario che files in formato NetCDF3 con convenzione COARDS. Dalla versione 1.5.6 è stata implementata la lettura di NetCDF con convenzione CF.

Solo nel caso file di formato ADSOBIN, è possibile distinguere inoltre il tipo di codifica con cui sono stati scritti i valori numerici:

3 Il format ADSOBIN è il formato proprietario ARIA Technologies ed è utilizzato nei codici MINERVE, SPRAY, HERMES, MERCURE, ARIA Impact. Il formato NetCDF è un formato che aderisce allo standard della libreria NetCDF versione 2.3 ed è utilizzato per gli output di codici ARIANET quali FARM, SURFPRO, SLICER, ecc.

Big Endian – piattaforme UNIX (sun, solaris, sgi, rs6000)

Little Endian - piattaforme INTEL (linux e i386nt)

La scelta del tipo di codifica viene effettuata mediante il comando Options => Little Endian : se selezionato, vale la codifica Little Endian, altrimenti Big Endian.

In ogni file GRID possono essere memorizzati una o più matrici di campi scalari, tutti aventi le medesime caratteristiche geometriche: le matrici i cui dati, qui genericamente indicati con A[i,j,k], corrispondono ad un grigliato tridimensionale che è una discretizzazione del dominio di calcolo. Facendo riferimento allo schema di Figura 4, il grigliato è definito come segue:

  1. Per quanto riguarda le componenti orizzontali X e Y, il dominio di calcolo risulta discretizzato in celle regolari: entrambi gli assi coordinati, sono suddivisi in intervalli

equispaziati di passo fisso, chiamato DXY. Ne risulta quindi che, nel piano XY, il grigliato è regolare ed equispaziato e gli indici di cella i e j del dato A[i,j,k], identificano un punto che ha coordinate X e Y date da:

X[i,j,k] = (i-1) * DXY + XSW

Y[i,j,k] = (j-1) * DXY + YSW

Con: i=1,…, NX NX=numero di celle nella direzione X
     j=1,…, NY NY=numero di celle nella direzione Y
     k=Indice di livello verticale

     XSW=Coordinata X dell’angolo inferiore sinistro
         del dominio di calcolo

     YSW=Coordinata Y dell’angolo inferiore sinistro 
         del dominio di calcolo

Questo vale per ogni cella identificata dagli indici [i,j,k]. Ne consegue che, per ogni livello k, il grigliato XY è lo stesso, ossia identico al variare del livello.

  1. Per ciò che concerne la componente verticale Z, la discretizzazione dell’asse a cui corrispondono i livelli k, può essere di due tipi:
  • Spaziatura SIGMA, o ‘terrain-following’, in cui i livelli tendono ad essere compressi sui rilievi orografici.
  • Spaziatura DELTA-ZETA, con livelli di spaziatura costante sopra l’orografia

In entrambi i casi devono essere note le altezze di riferimento dei livelli rispetto al suolo e l’altezza dell’ultimo livello considerato il top del dominio, indicato con ZTOP, e che è un valore unico per tutto il grigliato dei dati.

Nel primo caso, nel sistema di coordinate verticali SIGMA, le altezze di riferimento si indicano con S, e sono riportate in un vettore di valori assoluti crescenti tra 0. e 1., mentre ZTOP è pari ad una quota in metri riferita al livello del mare, in genere dell’ordine di grandezza delle migliaia.

Per ogni cella del dominio tridimensionale identificata da [i,j,k] si ha che:

Z[i,j,k] = S[k] * (ZTOP-ZGROUND[i,j]) + ZGROUND[i,j]

con: S[k] = livello sigma k-esimo

K=1,…, NZ NZ=numero di livelli nella direzione Z

ZGROUND[i,j] = altezza dell’orografia nel punto di coordinate X[i,j,k], Y[i,j,k]

In particolare quando S[k]=0 è Z[i,j,k]= ZGROUND[i,j], mentre con S[NZ]=1 è Z[i,j,k]=ZTOP. Dato che spesso S(1)=0, AVISU considera per l’impostazione dei valori di default, il secondo livello, la cui altezza effettiva è al di sopra del suolo.

Dalla definizione data di Z[i,j,k] si deduce anche che, quando k=NZ i punti di grigliato hanno la medesima coordinata Z, per cui si dice che il top del dominio in coordinate sigma è piatto, al contrario di quanto accade al primo livello dove i punti di grigliato giacciono sull’orografia. Ai livelli intermedi, tenendo fisso k, l’altezza Z[i,j,k] varia al variare degli indici i e j, e lo spessore del livello sarà tanto minore quanto elevata è l’orografia sottostante.

Nel secondo caso, nel sistema di coordinate verticali DELTA-ZETA, le altezze di riferimento sono livelli dati da DZ/ZTOP, e costituiscono un vettore di valori crescenti che rappresentano lo spessore del grigliato a partire dal suolo fino all’altezza ZTOP, in questo caso al di sopra dell’orografia.

Per ogni cella del dominio tridimensionale identificata da [i,j,k] si ha che:

Z[i,j,k] = DZ[k] * ZTOP + ZGROUND[i,j]

con: DZ[k] = livello delta-zeta k-esimo

     K=1,…, NZ   NZ=numero di livelli 
                    nella direzione Z
     ZGROUND[i,j] = altezza dell’orografia 
                    nel punto di coordinate X[i,j,k], Y[i,j,k]

AVISU è in grado di determinare in modo automatico la tipologia di grigliato verticale. Di conseguenza l’utente non deve necessariamente conoscere questa informazione per visualizzare graficamente in modo corretto i dati dei campi 3D.

In particolare, per discriminare il grigliato, viene utilizzato il nome di modello scritto nel file GRID caricato. Viene considerato di tipo DELTA-ZETA se il nome appartiene alla lista seguente: CALMET, CALGRID, STEM, TURBANTZ, FARM, FARMZ, SURFPROZ, MINERVEZ. In tutti gli altri casi il grigliato viene considerato di tipo SIGMA.

Un modo pratico di conoscere il tipo di grigliato del file GRID caricato è quello di visualizzare una qualsiasi sezione verticale (Par. 3.5.1), selezionare la modalità di rappresentazione grafica ZETA (Par. 3.6.3) e cliccare suA_figura122.jpgnell’area di controllo superiore. In questo modo, al grafico dell’area grafica principale, verrà sovrapposto la traccia del grigliato dei dati: se i livelli verticali sono di tipo SIGMA, le curve dei livelli verticali sono più fitti in prossimità dei rilievi orografici e tendono ad appiattirsi all’aumentare della quota sino a diventare orizzontali in corrispondenza della fine dell’asse verticale; se i livelli verticali sono di tipo DELTA-ZETA, le curve dei livelli verticali corrono paralleli al di sopra dell’orografia e l’ultimo livello non ha altezza costante come invece avviene nel caso precedente.

6.1.2 File PARTIC

Il file PARTIC è un file in formato binario, output del codice SPRAY e contiene, in ordine di scadenza temporale, le coordinate delle particelle generate dal modello oltre alle informazioni di massa, specie, sorgente ed età ad esse associate.

E’ un file binario con organizzazione di tipo sequenziale a record di lunghezza fissa. Consiste in una sequenza di record di intestazione contenenti le informazioni necessarie per l’accesso diretto ai diversi frame di dati da cui il file risulta costituito. Ognuno di questi frame contiene le coordinate di particelle relative all’origine del dominio della simulazione (fornito in un record intestazione), la massa trasportata dalla particella per ogni specie emessa, il suo tempo di vita a partire dall’istante di emissione e l’identificativo della sorgente che l’ha emessa.

Per maggiori dettagli sul formato e contenuto si rimanda al manuale del codice SPRAY.

Anche per questo file vale la selezione relativa al tipo di codifica binaria Big/ Little Endian come per il file GRID, formato ADSOBIN.

6.1.3 File CARTOG

Il file CARTOG è un file in formato ASCII in cui sono memorizzate le descrizioni cartografiche relative ad un sito, secondo le tipologie poligoni (aree), curva e punti.

Si tratta, diversamente dai due precedenti, di un file di tipo vettoriale, nel senso che ogni figura è descritta da una coppia di vettori di coordinate X e Y che, per poter permettere la sovrapposizione grafica, devono essere nello stesso sistema di riferimento del file GRID.

Il formato generale è il seguente:

"PNAME 1"  "SNAME 1"   lunghezza
x1  y1
x2  y2
...
xn  yn
"PNAME 2"   "SNAME 2"   lunghezza
x1  y1
x2  y2
...
xn  yn

... ecc.

Ogni elemento cartografico è identificato da una riga di intestazione, contenente PNAME, SNAME, lunghezza, e da una serie di record, contenenti coppie di coordinate Xi Yi ,il cui numero dipende da lunghezza.

Significato dei campi:

  • PNAME nome identificativo primario (ad esempio: Coasts, Towns, Roads, ecc. ). Viene usato da AVISU per identificare il colore da associare all’elemento cartografico e quindi deve corrispondere ad una etichetta nel file color_cartog.dat (Par. 6.3).
  • SNAME nome identificativo secondario. È opzionale e viene considerato nullo se la stringa è vuota oppure pari a UNK (ad esempio “” oppure “UNK”) . Viene utilizzato per scrivere un titolo accanto all’elemento cartografico, con i tipi punto e area.
  • lunghezza è un intero il cui valore assoluto corrisponde al numero di punti dell’elemento cartografico e le cui coordinate sono riportate nelle righe successive. Il segno di questo numero determina la tipologia di elemento:

lunghezza<1, indica che l’elemento cartografico è una LINEA e non deve essere riempita di colore; la linea risulterà chiusa se primo e ultimo punto coincidono;

lunghezza=1, indica che l’elemento cartografico è un PUNTO;

lunghezza>1, indica che l’elemento cartografico è un’AREA chiusa e può essere riempita di colore se, in corrispondenza del tipo PNAME, è attivo il flag di riempimento nel file color_cartog.dat (Par. 6.3): se il flag di riempimento è attivo, verrà prodotta un’area chiusa congiungendo il primo e l’ultimo dei punti definiti, mentre, se non è attivo, la linea verrà plottata come nel caso di lunghezza<1, perciò sarà chiusa se e solo se il primo e l’ultimo punto coincidono.

  • Xi Yi costituiscono la coppia i-esima di coordinate dell’elemento cartografico

Nota: Il PNAME non identifica una tipologia ma solo una classe di elementi che saranno caratterizzati dallo stesso colore, dimensione del tratto e del carattere. La tipologia CURVA, PUNTO, AREA risulta definita solo dal parametro lunghezza.

Dalla versione 1.5 sono state introdotte alcune flessibilità tra cui la possibilità di dare file cartografici con coordinate espresse in m o km (Par. 4.2.5) e con diverse tipologie di separatori, per cui sono ritenute forme valide anche righe in cui i valori sono separati dai caratteri virgola (,) e punto-virgola (;) e non più solo dal carattere spazio ( ); inoltre, limitatamente alla sola intestazione, è possibile aggiungere in coda qualsiasi stringa [….] senza incorrere in errori di lettura.

Sono ad esempio considerati validi:

1) “PNAME” ”SNAME” -5 ; strada comunale
     464.217 , 5087.436
     464.235 , 5087.420
     464.736 , 5087.022
     465.180 , 5086.977
     465.799 , 5087.615 
2) “PNAME”;”SNAME”;n 
3) “”, ””, n  [….]
4) “”; “testo”; n  [….]

In assenza di PNAME, AVISU assegna il valore simbolico NOCLASS.

In assenza di SNAME, AVISU assegna il valore simbolico UNK.

Attenzione: i campi PNAME e SNAME devono essere sempre stringhe delimitate dal carattere doppio apice (“). Se lunghezza=0, oppure il numero delle coppie di coordinate non è pari al valore assoluto di lunghezza, il file non viene caricato .

6.2 File di impostazioni

A questo tipo di file, corrispondono i files installati nella directory principale <AVISU_DIR> ed i file di configurazione <config> che risiedono in ogni cartella <project> ed hanno estensione .ini, come il file <project>.ini, file di configurazione principale.

I file che al momento dell’installazione vengono copiati in <AVISU_DIR> e che sono necessari per il corretto funzionamento di AVISU sono riportati in tabella Tabella 7.

avisu1.cprCodice AVISU in linguaggio Pv-Wave, eseguibile solo tramite una procedura di lancio
avisu1.batProcedura di lancio di avisu1.cpr, modalità interattiva grafica
avisub.batProcedura di lancio di avisu1.cpr, modalità batch, non interattiva
avisu.chmFile di aiuto
stampanti.datFile di definizione delle stampanti, viene letto all’inizio
avisu.adParametri di risorse del GUI, viene letto solo all’inizio
avisupal.rgbPalette dei colori di AVISU, viene letto solo all’inizio.
color_ranges.datFile di default della tabella dei colori per file GRID, viene utilizzato quando si crea un nuovo progetto
color_partic.datFile di default della tabella dei colori per file PARTIC, viene utilizzato quando si crea un nuovo progetto
color_cartog.datFile di default della tabella dei colori per file CARTOG, viene utilizzato quando si crea un nuovo progetto

Tabella 7 - Elenco file installati di default

In Figura 78 è riportata la palette dei colori che corrisponde al file binario avisupal.rgb.

Nei paragrafi successivi, verranno fornite descrizioni dei files ASCII più significativi e che l’utente potrebbe avere necessità di modificare interattivamente.

A_figura154.jpg

Figura 78 - Palette dei colori di AVISU

6.2.1 File avisu.ad

Il file contiene valori utilizzati come impostazioni dell’interfaccia utente e di conseguenza non sono considerati nell’utilizzo batch di AVISU (Cap. 5). Inoltre, poiché ogni variabile prevede un valore di default, l’assenza del file o di una o più impostazioni non pregiudica il regolare funzionamento di AVISU.

Nel riquadro è riportato il contenuto del file incluso nella cartella di installazione:

*font: Arial, 8
*basecolor: grey70
*background: grey70
*foreground: midnightblue
*arrow_thick: 1.
*arrow_angle: 30
*arrow_length: 0.25
*block_flag:1
*surfer mirror: 0
  • font: font utilizzato per la scrittura dei widget; default=Arial,8
  • basecolor: colore di sfondo delle finestre generate dal GUI; default=black
  • background: colore di background dei widget; default= grey70
  • foreground: colore di foreground dei widget (scritte, label, numeri); default=midnightblue
  • arrow_thick: spessore delle frecce plottate come WIND FIELD nell’area grafica principale; default=1.0
  • arrow_angle: angolo di inclinazione delle punte delle frecce; default=45
  • arrow_length: lunghezza delle punte delle frecce; default=0.3
  • block_flag: plottaggio dei valori fuori scala nella visualizzazione 2D di tipo Filled Blocks (Par. 0)

-2 plot dei valori minori dei livello minimo e maggiori del livello massimo

-1 plot dei valori minori del livello minimo (no valori massimi)

0 nè valori minori del livello minimo né maggiori del livello massimo

1 plot dei valori maggiori del livello massimo (no valori minimi)

2 come -2

default=1

  • surfer mirror: ribalta l’ordine di scrittura della matrice dati nell’esportazione SURFER; 1 rovescia la y in modo da avere la 1° riga =NORD; default=0 (1° riga=SUD)

6.2.2 File stampanti.dat

Nel riquadro è riportato il contenuto del file incluso nell’installazione:

A_figura155.jpg

Il formato di tale file è fisso e in caso di modifica occorre rispettare le convenzioni di scrittura: la prima e la terza riga sono commenti, non interpretati da AVISU, le restanti righe sono lette e hanno il significato seguente:

1° riga: commento

2° riga: numero di stampanti da utilizzare; 5 significa che solo le prime 5 definite verranno usate da AVISU

3° riga: commento

4° riga e successive: ogni riga corrisponde alla definizione di una stampante, che può essere reale (stampa diretta) o fittizia (stampa su file). Le stampanti definite sono: le prime due sono utilizzabili solo su piattaforma Windows, mentre le ultime 2 righe riportano l’esempio di due definizioni per stampanti HP, utilizzabili su piattaforma Linux.

Descrizione dei campi:

- nella prima colonna è riportata la label (25 caratteri) che verrà visualizzata da AVISU per la selezione della stampante,

- nella seconda il nome della coda di stampa (15 caratteri, solo per Linux/ Unix),

- nella terza il tipo di linguaggio utilizzato per produrre il grafico (6 caratteri). I tipi previsti sono: WPR=stampante Windows diretta, WMF=file in formato wmf, PS o PSL=Postscript a colori verticale, PSP= Postscript a colori orizzontale, PSBW=Postscript in bianco e nero, EPS= Encapsulated Postscript a colori

- nella quarta il comando di stampa che deve essere eseguito per inviare il grafico direttamente alla stampante (20 caratteri, solo Linux/ Unix).

- nella quinta colonna un commento di lunghezza qualsiasi

6.2.3 File di configurazione principale <project>.ini

Il file <project>.ini viene scritto automaticamente da AVISU all’interno della cartella <project> ed è utilizzato per la memorizzazione dei nomi file e delle impostazioni del GUI. Viene caricato ogniqualvolta si carica il progetto con le funzioni di File => Project (Par.4.1.6) e salvato quando il progetto viene cambiato o all’uscita dal programma con File => Exit.

E’ un file in formato ASCII che, per ogni riga, presenta una coppia chiave-valore scritta come assegnazione:

chiave=valore

L’esempio, riportato in Figura 79, mostra il file del progetto NOVARA, scritto da AVISU: le chiavi sono raggruppate per sezioni.

------------------- Files --------------------------------
MODINP= C:\adsopc\AVISU\novara
MODOUT= C:\DATI\NOVARA
MODOUTPARTIC= 
FILINP=novara_19079915.bin
PARINP=
CARTOG=C:\DATI\NOVARA\Novara_prova.bna	
SFONDO=C:\ADSOPC\AVISU\Novara\arianova1.jpg
DIRIMG=C:\TEMP\
------------------- Flags --------------------------------
TIPEND=LITTLE
DEBUG=OFF
MSGLVL=0
JOURNAL=OFF
INFORMA=OFF
MOUSE=OFF
READBIN=OFF
SHOROG=ON
SHCARTO=ON
SHBITMA=OFF
SHGRID=OFF
SHPARTI=OFF
INTERP=OFF
CARTUND=OFF
OROGUND=OFF
WINDSCA=OFF
CONTOUR=1
------------------- Slice --------------------------------
VARNAME=PHI
X_TRANS=509
Y_TRANS=5089
Z_TRANS=91.2703
S_TRANS=0.2873
CURR_DATA_TYPE=2
CURR_VAR_2D=0
CURR_VAR_3D=0
CURR_VEC_COL=0
CURR_SLICE=2
ISEQMET=0
ISEQPAR0=0
ISEQPAR1=0
-------------------- GUI ---------------------------------
SIGMA_OR_Z=1
CONT_FILLBL=1
POINTER_ACT=1
ARROW_MS_U=5
ARROW_MS_V=5
ARROW_MS_W=0.25
ARROW_FACTU=1
ARROW_FACTV=2
ARROW_FACTW=1
EXPORT_TYPE=2
EXPORT_PIXEL=700
EXPORT_TITLE=OFF
ANIM_INI=0
ANIM_END=24
ANIM_MEM=OFF
STARTACTION=0
CARTOG_FACTOR=1
SAVE_TOPTITLE=ON
TOPTITLE=media %AVG
-------------------- END ---------------------------------

Figura 79 – Esempio di file di configurazione <progetto>.ini In fase di lettura AVISU, considera solo le righe che contengono assegnazioni delle chiavi, cioè che contengono il carattere uguale (=), saltando tutte le altre. Non è necessario che le assegnazioni rispettino l’ordine dell’esempio o che siano tutte presenti perché sono previsti valori di default per tutte le chiavi. Se fosse necessario, vengono invece considerate righe di commento, quelle che iniziano con carattere punto esclamativo (!).

Ogni file <config> presente nella cartella <project>, salvato con File => Save Config as …, ha questo stesso formato. Inoltre una copia dell’ultimo <config> caricato nella sessione di lavoro interattiva di VAISU viene salvato automaticamente nel file <AVISU_DIR>\avisu1.ini per permettere, al successivo rilancio di AVISU, di caricare automaticamente l’ultimo progetto utilizzato.

Oltre alle chiavi scritte da AVISU, mostrate nell’esempio di Figura 79, questo file ne può contenere altre che corrispondono ad impostazioni del GUI che non vengono salvate da AVISU nel file <project>.ini.

Queste possono essere editate direttamente nel file per impostare dei valori di default e sono utili ad AVISU lanciato in modalità batch (Par. 5.2):

ALIASNAMEnome variabile da utilizzare nel graficoAlias Name, Par.4.2.1, pagina 59
ALIASUNITunità di misuraAlias Unit, Par. 4.2.1, pagina 60
FACTORfattore per conversione lineareFactor, Par. 4.2.5, pagina 73
OFFSEToffset per conversione lineareOffset, Par. 4.2.5, pagina 73

Tabella 8 - Chiavi opzionali del file configurazione <progetto>.ini, non scritte da AVISU

6.3 File di lavoro

Questo insieme di file è contenuto nella directory del progetto selezionato <project> e riguarda essenzialmente i colori usati per i grafici. Inizialmente, quando il progetto è nuovo, vengono copiati da <AVISU_DIR> e, in seguito, vengono modificati con le funzioni apposite del menù di Options. Per tutti vale la palette di riferimento a 256 colori di Figura 78.

6.3.1 File color_ranges.dat

In questo file sono riportati i codici colori per le variabili 2D e 3D dei file binari GRID. Il file è modificabile con la funzione Options => Modify Grid Colors (Par. 4.2.1).

Il file è in fomato ASCII e riporta una sequenza di color-table ognuna corrispondente ad una variabile 2D o 3D. Il blocco dati che descrive la color-table contiene le seguenti informazioni:

  1. 1 record con nome e numero di colori della color-table, corrispondente al numero di righe successive (N). Il nome è quello di una variabile del file GRID. Il numero N deve essere minore o uguale a 20;
  1. N records, contenenti valore minimo, massimo e codice di colore di una classe. Il codice fa riferimento alla Figura 70. AVISU non effettua nessun controllo che le classi siano contigue o distinte, per cui occorre fare molta attenzione alle eventuali modifiche effettuate con programmi di editing.

Questo file in genere viene incrementato da AVISU nel corso delle sessioni di lavoro a causa del fatto che file provenienti da modelli o simulazioni diverse contengono variabili con nomi che non trovano riscontro in questo file: in questo caso avviene la creazione di una nuova color-table con parametri standard: se il campo ha valore minimo e massimo nulli, 2 classi di colore la prima bianca e l’altra nera; in caso contrario, 20 classi scalate automaticamente fra minimo e massimo con range di colore fra 130, il minimo, e 64, il massimo. Ogni color-table creata viene salvata in memoria e ne viene richiesto il salvataggio solo all’uscita dal progetto o da AVISU.

Nella Figura 80 è riportato un esempio, estratto da un file che contiene le variabili REL e USOL: per la prima variabile sono previste 12 classi di colori, per la seconda 20.

                 REL          12
       566.1070       874.2340     16
       874.2340       1182.360     16
       1182.361       1490.488     17
       1490.488       1798.615     18
       1798.615       2106.742     19
       2106.742       2414.869     20
       2414.869       2722.996     21
       2722.996       3031.123     22
       3031.123       3339.250     23
       3339.250       3647.377     24
       3647.377       3955.504     25
       3955.504       4263.631     26
                USOL          20
      -6.995295      -6.369273     10
      -6.369273      -5.743251     20
      -5.743251      -5.117229     30
      -5.117229      -4.491208     40
      -4.491208      -3.865186     50
      -3.865186      -3.239164     60
      -3.239164      -2.613142     70
      -2.613142      -1.987121     80
      -1.987121      -1.361099     90
      -1.361099     -0.7350769    100
     -0.7350769     -0.1090555    110
     -0.1090555      0.5169663    120
      0.5169663       1.142988    130
       1.142988       1.769010    140
       1.769010       2.395032    150
       2.395032       3.021053    160
       3.021053       3.647075    170
       3.647075       4.273097    180
       4.273097       4.899118    190
       4.899118       5.525141    201

Figura 80 – Esempio di files color_ranges.dat

6.3.2 File color_partic.dat

In questo file sono riportati i codici colori per la colorazione delle particelle dei file binari PARTICLE.

Il file è modificabile con la funzione Options => Modify Particle Colors (Par.4.2.2).

Il formato e il contenuto sono analoghi a quelli di color_ranges.dat, la sola differenza consiste nei nomi delle variabili. In questo caso esistono dei nomi standard (SIGMA, ZETA,SOURCE, AGE) che non sono legati a variabili del file PARTIC e che l’utente è bene non modifichi con l’editor (Figura 81).

               SIGMA          10
       0.000000     0.05000000      2
     0.05000000      0.1000000      3
      0.1000000      0.1500000      4
      0.1500000      0.2000000      5
      0.2000000      0.2500000      6
      0.2500000      0.3000000      7
      0.3000000      0.3500000     25
      0.3500000      0.6000000     47
      0.8000000      0.9000000     12
      0.9000000       1.000000     13
                ZETA           8
       0.000000       150.0000     48
       150.0000       300.0000     49
       300.0000       450.0000      4
       450.0000       600.0000      5
       600.0000       750.0000      6
       750.0000       900.0000      7
       900.0000       1050.000     25
       1050.000       1200.000     47
              SOURCE           2
       0.000000       85.00000      4
       85.00000       100.0000      2
                 AGE          10
       0.000000       360.0000     79
       360.0000       720.0000     84
       720.0000       1080.000     89
       1080.000       1440.000     95
       1440.000       1800.000    100
       1800.000       2160.000    106
       2160.000       2520.000    111
       2520.000       2880.000    117
       2880.000       3240.000    122
       3240.000       3600.000    128

Figura 81 – Esempio di files color_partic.dat

6.3.3 File color_cartog.dat

In questo file sono riportati i codici per la rappresentazione dei files cartografici.

Il file è modificabile con la funzione Options => Modify Cartography (Par. 4.2.4). Un esempio è riportato in Figura 82.

      20
       Coasts    1    1    0  1.000  2.000 !20b
    PolBounds    1    1    0  1.000  2.000 !20b
        Urban    2    1    1  1.000  2.000 !20b
     Glaciers   30    1    1  1.000  2.000 !20b
        Roads    4    1    0  1.000  2.000 !20b
        Rails   27    1    0  1.000  2.000 !20b
    WaterArea   59    1    1  1.000  2.000 !20b
       Rivers   59    1    0  1.000  2.000 !20b
       Bounds    9    1    0  1.000  2.000 !20b
        Towns   10    1    0  1.000  2.000 !20b
        Città   10    1    0  1.000  2.000 !20b
     Airports   11    1    0  1.000  2.000 !20b
   AreeUrbane   12    1    0  1.000  2.000 !20b
   Autostrade   13    1    0  1.000  2.000 !20b
StradeStatali   13    1    0  1.000  2.000 !20b
       Comuni   14    1    0  1.000  2.000 !20b
     Province   15    1    0  1.000  2.000 !20b
  AreaSources   16    1    0  1.000  2.000 !20b
 PointSources   17    1    0  1.000  2.000 !20b
  LineSources   18    1    0  1.000  2.000 !20b 
 UNCLASSIFIED    1    1    0  1.000  2.000 !20b

Figura 82 – Esempio di file color_cartog.dat

1° riga: numero di elementi cartografici che seguono: corrisponde al numero di righe successive ad esclusione dell’ultima denominata UNCLASSIFIED.

2° riga e successive: ogni riga corrisponde alla definizione di un elemento cartografico. I campi descrittivi sono 6 e devono essere separati da almeno un spazio vuoto.

  1. etichetta identificativa di una classe cartografica, corrispondente ad uno dei tipi PNAME riportati nel file CARTOG;
  2. indice di colore nella tabella dei colori di riferimento di AVISU;
  3. flag di utilizzo (1) o esclusione (0) della classe dal plottaggio;
  4. indice di riempimento (1=riempie). Valido solo per gli elementi di CARTOG di tipo AREA;
  5. dimensione della linea o del carattere (opzionale);
  6. codifica del tipo di carattere (opzionale).

L’ultima riga è dedicata alle caratteristiche di plottaggio di tutti gli elementi cartografici il cui PNAME non è uguale a una delle classi precedenti.

1.1 File di log

I file di log sono generati all’interno della directory di progetto durante la creazione dei grafici.

- grid.log

- partic.log

6.3.4 File grid.log

File generato ogniqualvolta viene letto un nuovo file di tipo GRID (File => Open Grid File …)

Il contenuto riporta le informazioni relative al grigliato tridimensionale, i livelli verticali e le scadenze temporali memorizzate nel file. Il file è consultabile da interfaccia grafica mediante la funzione File => View Grid Log File.

*********** 14/12/2009 11:55 ****************

E:\xSKYNET\Valbelluna\OUTPUT\FORECAST\OUTPUT\conc.bin
Binary File format = LITTLE ENDIAN
 

--- NETCDF file ---
netCDF ID & conventions     :  0 COARDS
first deadline              :    2   12 2009    1    0    0
last deadline               :    3   12 2009    1    0    0
deadlines frequency (s)     :   1 hour(s)
# of deadlines              :    25 (    25 actually filled with data)
Model name                  :
# of gridpoints (x, y, z)   :  67  68  12
grid cell sizes (x, y)      :        1.000        1.000
coord. of SW corner (metric):      705.000     5083.000
coord. of SW corner (geo)   :  -999.000000  -999.000000
top of the domain           :  6353.522
levels                      :  10.00000  32.00000  62.00000  105.0000  180.0000
                               305.0000  505.0000  805.0000  1230.000  1805.000
                               2555.000  3480.000 (m)
# of variables (2D, 3D)     :  15   2
2D variables                : REL c_CO c_SO2 c_ISOP c_C6H6 c_NO c_NO2 c_NH3 c_NOx 
                              c_ANO3 c_ANH4 c_AORG c_APNAT c_PM25 c_PM10
3D variables                : PHI c_O3

--- Deadlines list (actually filled with data):
#   1: 02/12/2009 h 01:00:00
#   2: 02/12/2009 h 02:00:00
#   3: 02/12/2009 h 03:00:00
#   4: 02/12/2009 h 04:00:00
#   5: 02/12/2009 h 05:00:00
#   6: 02/12/2009 h 06:00:00
#   7: 02/12/2009 h 07:00:00
#   8: 02/12/2009 h 08:00:00
#   9: 02/12/2009 h 09:00:00
#  10: 02/12/2009 h 10:00:00
#  11: 02/12/2009 h 11:00:00
#  12: 02/12/2009 h 12:00:00

Figura 83 – Esempio di file grid.log

6.3.5 File partic.log

File generato ogniqualvolta viene letto un nuovo file di tipo PARTIC (File => `Open Partic File …`).

*********** 13/02/2003 10:19 ****************

Binary File format = LITTLE ENDIAN
 
C:\SIMAGETA\CATENA4\OUTPUT\spray3part_catena4_TA.bin
 
Number of sources =           6
Number of species =           5
Number of photos  =          10
SW corner coord. =       655.000       4460.00
NE corner coord. =       725.000       4525.00
Source number        1 Name PTS1.    
Source number        2 Name PTS2.    
Source number        3 Name PTS3.    
Source number        4 Name PTS4.    
Source number        5 Name PTS5.    
Source number        6 Name PTS6.    
Specie number        1 Name CO      
Specie number        2 Name DUST    
Specie number        3 Name NOX     
Specie number        4 Name SO2     
Specie number        5 Name HCl     
 
---------------------------------------------------------------------------
   Photo              Date               Number of particle  
---------------------------------------------------------------------------
        001 |    021007120000   |      103955
        002 |    021007130000   |      101510
        003 |    021007140000   |      101355
        004 |    021007150000   |      102057
        005 |    021007160000   |       87694
        006 |    021007170000   |       76962
        007 |    021007180000   |       73090
        008 |    021007190000   |       72242
        009 |    021007200000   |       68334
        010 |    021007210000   |       65112

Figura 84 – Esempio di file partic.log

Il contenuto del file descrive i limiti spaziali del dominio interessato dalle particelle, il numero di specie il numero di sorgenti trattate e le scadenze temporali memorizzate nel file. Il file è consultabile da interfaccia grafica mediante la funzione File => View Particle Log File.

6.4 File di statistiche

I file di statistiche vengono generati ogniqualvolta viene prodotto un grafico e si trovano nella directory di progetto.

I nomi assunti per i files sono prefissati e corrispondono al tipo di sezione effettuata:

- statistic_NN.log    NN=XY, YZ, XZ, 2D
- particle_NN.log     NN=XY, YZ, XZ
- statistic_DIAGONAL.log

Questi file vengono utilizzati nella visualizzazione dati fatta con Image Info del menù contestuale (Par. 2.4.2).

6.4.1 File di tipo statistic_NN.LOG

Questo tipo di file viene generato ogniqualvolta viene richiesto un grafico che aggiorna l’area grafica principale o uno Zoom (solo statistic_XY.log).

Il file riporta una statistica di sintesi dei dati usati per il grafico:

- numero di dati totali e validi

- minimo massimo e 50° percentile (mediana)

- valor medio e deviazione standard.

-------------------------------------------------------------------------------
FILE: E:\xSKYNET\ARPABR-new\OUTPUT\FORECAST\OUTPUT\surfpro.bin
TIME SEQUENCE:     18/09/2009  23:00:00     
WIND FIELD: SPEED - S=0.002307, 13.842 m
-------------------------------------------------------------------------------
Total Number of data:        324.000
Number of valid data:        324.000
Minimum,50^ percentile,maximum :        2.16413       2.49194       2.91449
Mean and standard deviation    :       2.51329      0.179464
-------------------------------------------------------------------------------

Figura 85 - Statistiche di una sezione orizzontale XZ di un campo3D, coordinata S costante

-------------------------------------------------------------------------------
FILE: C:\SIMAGEPU\CATENA1\OUTPUT\conc_CATENA1_PU.bin
TIME SEQUENCE:     07/04/2004  15:00:00     
3D SCALAR FIELD: c_CO - X=650
-------------------------------------------------------------------------------
Total Number of data:        612.000
Number of valid data:        612.000
Minimum,50^ percentile,maximum :        50.8630       165.530       212.766
Mean and standard deviation    :       152.653       33.0837
-------------------------------------------------------------------------------

Figura 86 - Statistiche di una sezione verticale YZ di un campo3D, coordinata X costante

-------------------------------------------------------------------------------
FILE: C:\SIMAGEPU\CATENA1\OUTPUT\conc_CATENA1_PU.bin
TIME SEQUENCE:     07/04/2004  15:00:00     
3D SCALAR FIELD: c_CO - Y=4525
-------------------------------------------------------------------------------
Total Number of data:        852.000
Number of valid data:        852.000
Minimum,50^ percentile,maximum :        48.2337       163.155       218.634
Mean and standard deviation    :       152.682       35.7344
-------------------------------------------------------------------------------

Figura 87 - Statistiche di una sezione verticale XZ di un campo3D, coordinata Y costante

-------------------------------------------------------------------------------
FILE: C:\SIMAGEPU\CATENA1\OUTPUT\conc_CATENA1_PU.bin
TIME SEQUENCE:     07/04/2004  15:00:00     
2D SCALAR FIELD: c_SO2
-------------------------------------------------------------------------------
Total Number of data:        3621.00
Number of valid data:        3621.00
Minimum,50^ percentile,maximum :        4.89575       6.32970       50.8450
Mean and standard deviation    :       6.85537       2.67998
-------------------------------------------------------------------------------

Figura 88 - File di statistiche di un campo 2D

6.4.2 File di tipo particle_NN.LOG

File generato ogniqualvolta viene richiesto un grafico di una sezione verticale XY o 2D, YZ, XZ con sovrapposizione delle particelle lette dal file di tipo PARTICLE.

Sequence number        1 Number of particle       22841
  Sequence number        1 Class        0 Plotted particles        15669
  Sequence number        1 Class        1 Plotted particles         3598
  Sequence number        1 Class        2 Plotted particles         1549
  Sequence number        1 Class        3 Plotted particles          677
  Sequence number        1 Class        4 Plotted particles          461
  Sequence number        1 Class        5 Plotted particles          334
  Sequence number        1 Class        6 Plotted particles          244
  Sequence number        1 Class        7 Plotted particles          308
  Sequence number        2 Number of particle       18671
  Sequence number        2 Class        0 Plotted particles         9725
  Sequence number        2 Class        1 Plotted particles         3660
  Sequence number        2 Class        2 Plotted particles         2081
  Sequence number        2 Class        3 Plotted particles         1289
  Sequence number        2 Class        4 Plotted particles          762
  Sequence number        2 Class        5 Plotted particles          437
  Sequence number        2 Class        6 Plotted particles          272
  Sequence number        2 Class        7 Plotted particles          432
  Sequence number        2 Class        8 Plotted particles            3
  Sequence number        2 Class        9 Plotted particles            4
  Total number of particles          41512
  Number of plotted particles        41505

Figura 89 – Esempio di file partic_NN.log

Le informazioni sono relative alle particelle plottate suddivise per sequenza temporale e per classe di colore.

Il contenuto di questo file viene aggiunto a quello delle statistiche statistic_NN.log, nella visualizzazione fatta con Image Info del menù contestuale (Par. 2.4.2).

6.4.3 statistic_DIAGONAL.log

Questo file viene generato ogniqualvolta si richiede un grafico con la funzione DIAGONAL. Non è visualizzabile tramite interfaccia grafica, ma è disponibile nella cartella di progetto.

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FILE: C:\User\dati\AOSTA\conc_c3d_08-110401
TIME SEQUENCE:     08/04/2001  01:00:00     
3D SCALAR FIELD: M001S001 - From [339.857,5051.43]  To [366.286,5080.86]
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Total Number of data:        177.000
Number of valid data:        177.000
Minimum,50^ percentile,maximum :       0.000000      0.000000       20.0802
Mean and standard deviation    :      0.293933       1.82467
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Figura 90 – Esempio di file statistic_DIAGONAL.log

Il contenuto è analogo a quello del file statistic_NN.log, non viene però visualizzato in nessun modo dall’interfaccia utente.

Appendice A - PV-WAVE Foundation

AVISU è stato scritto utilizzando il linguaggio grafico del package PV-WAVE, prodotto e venduto dalla società Visual Numerics™ Inc. e l’installazione di questi costituisce il prerequisito per il funzionamento di AVISU.

PV-WAVE è un prodotto soggetto a licenza ed inizialmente viene attivato con una licenza temporanea di tipo DEMO, con scadenza a tempo. Successivamente, per ottenere la licenza definitiva , l’utente deve lanciare una procedura inclusa nel pacchetto con la quale si genera un file che consente di richiedere la licenza definitiva: nella versione Windows, VNI rilascia una licenza per il singolo calcolatore su cui è stata fatta l’installazione e può essere di tipo FLOATING (per sviluppatori) o RUNTIME. In entrambi i casi la licenza ottenuta può essere condivisa tra più computer in rete locale, purché utilizzata da un solo calcolatore alla volta.

La licenza definitiva del package è gestita dal License Manager FLEXlm®

In questa appendice sono riassunte le diverse fasi di installazione di PV-WAVE e delle licenze temporanea e definitiva. Vengono inoltre date indicazioni su come effettuare test delle licenza e come risolvere eventuali problemi.

Le procedure qui elencate si riferiscono all’installazione della versione 9.0 di PV-WAVE, su piattaforma Windows, nella cartella predefinita C:\VNI. In fase di installazione è possibile cambiare cartella di destinazione, tuttavia è preferibile scegliere un dispositivo locale e un percorso che non contenga caratteri spazio.

In caso di diversa cartella di installazione, le citazioni ai percorsi dei file nei paragrafi successivi, devono tener conto di questa scelta.

A.1 Installazione

1. Inserire il CD. Se dopo alcuni istanti non compare la finestra di installazione, da Risorse del Computer, aprire l’unità corrispondente, esplorare il CD fino alla cartella bin_install\CDROM_Installers\ Disk1\Inst Dat \Windows\VM ed eseguire il file installa.exe.

2. Compare la finestra in Figura 91.

A_figura156.jpg

Figura 91 – Installazione di Pv-Wave. Introduction: finestra iniziale

3. Cliccare su Next e poi su "I accept the terms ..."

A_figura157.jpg

Figura 92 - License Agreement

4. Cliccare su Next, senza cambiare nulla, eventualmente cambiando la directory di installazione (C:\VNI) fino a che appare la schermata seguente:

A_figura158.jpg

Figura 93 - Pre-Installation Summary

5. Proseguire Con Install fino al completamento dell’installazione, ignorando eventuali messaggi di warning che dovessero apparire.

6. Terminata l’installazione, l’utente deve copiare il file di licenza temporanea license.lic in C:\VNI\LICENSE.

A.2 Test di PV-WAVE con licenza temporanea

Il package viene attivato inizialmente con una licenza temporanea, consistente in un file chiamato license.lic che deve essere posto dall’utente nella directory C:\VNI\license. La licenza è di tipo DEMO e non richiede l’attivazione del License Manager.

Il package PV-WAVE attivato in questa modalità è funzionalmente equivalente alla versione FLOATING, ma con scadenza a tempo, indicata nel file stesso.

Per verificare che il package funzioni correttamente, aprire la barra dei Programmi di Windows e selezionare il comando:

Programmi=>PV-WAVE9.0 Product Family=>PV-WAVE9.0=>PV-WAVE Home Window

Se il package è stato installato correttamente compare la finestra di Figura 94, in caso contrario viene visualizzata una finestra d’errore.

A_figura159.jpg

Figura 94 – Finestra “Home Window” di Pv-WAVE

A questo punto, se si preme il tasto F1, parte la demo di PV-WAVE (Figura 95), che permette all’utente di esplorare le diverse funzioni del package grafico.

A_figura160.jpg

Figura 95 - Finestra demo Pv-WAVE (F1)

Poiché la licenza temporanea scade alla data indicata nel file license.lic, per poter continuare ad usare AVISU, si dovrà procedere con la richiesta della licenza definitiva come descritto nel paragrafo successivo.

A.3 Come ottenere la licenza definitiva

La licenza definitiva viene rilasciata da VNI a seguito della spedizione di un file contenente le caratteristiche del PC su cui è stato installato il package. Per ootenere questo file, occorre aprire una finestra DOS con Programmi => Accessori => Prompt dei comandi ed eseguire i comandi seguenti:

cd /d C:\VNI\license\bin

get_hostid_Intel.bat C:\VNI

Dopo l’esecuzione di questa procedura, si ottiene il file C:\VNI\license\bin\hostinfo.<nome sistema>, che contiene il Nome del PC e l’Etichetta del disco C: che identificheranno in modo univoco la licenza. Questo file deve essere inviato a support@… per ottenere la licenza definitiva.

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